ANNUNCIAZIONE

Ebbene sì, sono ancora vivo.
Non ho più aggiornato il blog dopo la disastrosa sconfitta contro il Sassuolo perché questa società non si merita più nemmeno una virgola. Almeno fino a fine stagione.

Per fortuna, dato che un’estate di solo calciomercato non l’avrei retta, mi vengono in soccorso i mondiali.
E con loro, l’occasione di rispolverare l’altra mia creatura:

Ebbene sì: FACCEDAMONDIALE IS BACK ONLINE (se cliccate sulla scritta o sull’immagine a fine post, parte il link. Pure le scorciatoie vi faccio…)

Pertanto, vi invito a seguire l’altro blog fino alla metà di luglio.

Poi, come di consueto, potremo ricominciare beatamente a bestemmiare su questa nostra dirigenza fatta di carcasse in disfacimento.

Buon mondiale a tutti.

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64 thoughts on “ANNUNCIAZIONE

  1. ok, tavecchio ce l’ha fatta. torno sull’argomento perchè mi sta particolarmente a cuore. ora vediamo in quanti verranno in soccorso del vincitore. già hanno cominciato i voltagabbana che si erano schierati con albertini, e che quando hanno capito che aria tirava hanno cambiato opinione, forse per il timore di qualche ritorsione. tavecchio proprio non lo conoscono.

    ho sentito di tutto, in questi giorni. ho sentito che tavecchio sarebbe la continuità, messo lì dai poteri forti. lotito è un potere forte? e la juventus (padrona del calcio italiano per decenni) e la roma (il coni è un feudo taleban-giallorosso, per chi non lo sapesse) sarebbero il nuovo, la discontinuità, il cambiamento? malagò, simbolo della politica politicante glamour chic del cazzo e chi più ne ha più ne metta, sarebbe un presidente titolato, eletto com’è stato da poco più del 50% dei votanti? ha detto bene abete (è pazzesco, lo so): se la figc deve essere commissariata, a maggior ragione lo deve essere il coni. non sarà che i bianconeri temono che qualcuno finalmente faccia rispettare loro le regole (allo juventus stadium – ebbene sì, si chiama ancora così, niente samsung arena – ci sono ancora trentadue scudetti) e li squalifichi finchè non si mettono in riga e non la smettono con la storia del risarcimento? quanto alla roma, beh, il sospetto è che fosse contraria solo per fare un dispetto alla lazio. e conoscendoli ci credo.

    e ho sentito gente che si stracciava le vesti perchè invocava il cambiamento. ma quale cambiamento? ovviamente si trattava di giornalisti, la categoria più autoreferenziale e immutabile al mondo. quelli che sbraitano sulla necessità di voltare pagina, di non vedere più le stesse facce e lo fanno da anni, loro sì sempre le stesse facce. quelli che sdottorano su tutto e sul cambiamento di tutto e poi si oppongono all’abolizione dell’ordine dei giornalisti. quelli che prendono una barca di soldi dalle casse pubbliche e poi si scandalizzano se il presidente della federcalcio non è quello che vogliono loro. quelli che twittano cazzate a manetta e si sorprendono se una massa di gente (altrettanto stronza) li insulta. quelli che parlano ore in tv e se tu intervieni ti danno dieci secondi, e se non sei d’accordo con loro ti danno del pirla. quelli che quando uno spara una cazzata sulle banane lo rampognano per giorni interi ma solo per farsi belli davanti al potere (quello vero, ipocrita, benpensante, squallido e corrotto). poi magari se pogba segna alla loro squadra gli danno del negro di merda. bella gente.

    ora la palla a tavecchio. pare che la prima nomina sia tale michele uva. uomo in gamba, per carità. ma lo manda malagò, e già questo mi fa torcere le budella. è chic, il ragazzo, ma negli ultimi anni ha fatto il direttore di coni servizi e dovrebbe occuparsi dell’impiantistica. come dare l’alitalia a bin laden. la seconda nomina dovrebbe essere lotito vicepresidente. si dice che lo voglia perchè la federcalcio potrebbe fare causa alla lazio. non lo so. lotito non è certo il massimo del glamour, anche lui come tavecchio. qualche merito, insieme a tanti tentativi di porcate, ce l’ha anche lui. insomma, qualsiasi nomina sarà discutibile, ma vediamo cosa fanno. io questo lo posso dire a voce alta, mentre andrea monti che titola “stravecchio” e sottotitola “tavecchio stravince” mentre il retromessaggio è “tavecchio è stravecchio” non è abilitato. riconosca il valore della democrazia e accetti il verdetto dell’urna. e la smetta di fare la morale agli altri. pensi piuttosto al suo fogliaccio, che si è riempito di pubblicità e di foto di sgualdrine mezze nude, che somiglia sempre più a tuttosport, che è l’espressione dei veri poteri forti e che è così pieno di qualunquismi da salotto buono da far venire il vomito. si domandi come mai le opinioni della gente sul calcio, opinioni che la gazzetta forma e produce, si avvicinano tanto ai discorsi sottoculturali da bar sport. forse capirà che per criticare qualcuno bisogna farlo sullo stesso piano e non da un piedistallo che nessuno ha costruito. e la smetta di prendersi tanto sul serio. magari così lo prenderò io, sul serio, ogni tanto.

  2. @ francesco

    OK. Hai spezzato una lancia a favore di Tavecchio, utilizzando uno stile più accorato e passionale del solito. Accompagnato sempre dalla mancanza di maiuscole dopo i punti, il tuo intervento è un po’ monologo, un po’ comizio, un po’ difesa d’ufficio (sarai mica avvocato?).
    Non voglio discutere il tuo intervento, sarebbe inutile. Non perchè non ci siano gli spunti per farlo, ma semplicemente perchè, avendo tu conosciuto Tavecchio più o meno approfonditamente, io e forse anche tutti gli altri partiamo con dei dati mancanti molto importanti. Quelli dati dalla conoscenza diretta. E sarebbe inutile che perchè difficilmente trovo spunti di critica. Di discussione magari sì. Ma non di critica. O di condanna.
    A me Tavecchio non piace. L’ho già detto e ho specificato anche perchè. Forse i motivi ti parranno risibili, ma tant’è. Ma per un semplice motivo di doveroso beneficio del dubbio, giudicherò il suo operato dopo che avrà, appunto, operato.
    Il che non significa assolutamente saltare sul carro del vincitore. Significa solo lasciarlo lavorare, e dopo il suo lavoro sarà valutato. Se avrà lavorato bene, allora gli verrà riconosciuto.
    Io non sono un esperto in materia, ma credo sia necessario modificare, come primo impegno, i modi e i carichi delle votazioni. E credo che sia urgente una profonda riforma dei campionati.
    Io ho sempre sognato una serie A a quattordici squadre con play-off. Ma rimarrà un sogno ed un’utopia.
    Capisco che la Lega si metterà di traverso, ma lui è il Presidente della FIGC e qualche decisione dovrà pur prenderla, prima o poi. Tipo quella, come dici giustamente tu, di costringere la Rubentus a piantarla di sfarfallare le balle a tutti con questo risarcimento del cazzo.
    Cominci lei a togliere due scudetti dal computo totale, e magari a risarcire LEI tutte le altre squadre degli scudetti che ha proditoriamente rubato con corruttele e servilismi politici.
    Che se guardiamo bene, a fatica riescono a mettere su una stella, ora che restituiscono a tutti il maltolto.
    Già noi ne abbiamo in lista quattro (1972 – 1973 – 2005 – 2011). Minimo.
    Poi, che il nostro sia il Paese del cerchiobottismo, dei voltagabbana a prescindere e in servizio permanente effettivo, degli opportunisti e dei leccaculo, è risaputo da secoli.
    Per cui, non stupiamoci. Semmai rammarichiamocene, per quello che può servire.
    Anche sui giornalisti e conseguente Albo di categoria mi sono già espresso in precedenza.
    Un verminaio di opportunisti e di accoltellatori alla schiena.
    Pochi sono i giornalisti che ho letto con piacere. Molto pochi.
    Montanelli, per dirne uno.
    La Fallaci, per dirne un’altra.
    Qualche volta Feltri. Qualche volta.
    Tobagi.
    Carlo Grandini, per rimanere allo sport.
    Stop.
    Il resto è un guazzabuglio di sottocultura e di perbenismo radical-chic da ciellini pentiti che molte volte mi da il voltastomaco.
    La Fallaci, in questo Paese di merda, l’abbiamo posta ai margini. Lapidata come fanno quei musulmani fanatici dai quali inutilmente ha tentato di metterci in guardia.
    A Montanelli gli abbiamo addirittura sparato.
    A Tobagi, splendida firma del Corriere, lo hanno anche ammazzato.

    A noi restano i tappetini della Gazzetta, addirittura quelli di Tuttosport, veri e propri lacchè dei poteri forti o presunti tali. I farabutti che rispondono al nome di Padellaro, Mauro e Co che hanno distrutto una persona per meschini motivi di corporativismo politico. Salvo gloriarsene nei salotti bene della sinistra progressista e parassita.
    Questo è il giornalismo italiano ora. Perfettamente in linea con il resto di questo Paese bizzarro, isterico e capovolto.

    In quanto al rispetto della democrazia, lasciamo perdere. Pensare di rispettare le sentenze, le nomine, anche solo i pareri altrui, le altrui decisioni e le avverse prese di posizione se non anche i pareri discordanti ed opposti nel paese più antidemocratico del mondo e della storia, francamente fa ridere.
    Siamo un paese che si riempie la bocca di questa parola senza neanche lontanamente conoscerne il significato storico e sociale. Sicuramente “democrazia” non ha connotazioni politiche di nessun genere. Pensare che possa appartenere ad uno schieramento politico è una contraddizione in termini. Ne verrebbe svilito il significato stesso della parola, del concetto, dell’etica.
    Eppure c’è sempre qualcuno che pontifica, che giudica senza sapere ed in base a pregiudizi e a frasi fatte e comportamenti di comodo. Come dici giustamente tu, sale sul piedistallo e blatera. Il più delle volte per un cazzo, ma blatera. Guardando oltre con il mento alzato, le mani sui fianchi e girando la testa di qua e di là. Come uno più o meno ottant’anni fa. Solo che quello ha fatto la fine che ha fatto. Questi, senza andare sul trucido, continuano a sproloquiare a vuoto. E a rimanere sul piedistallo.

    Bye

  3. @ giorgio
    Mi piace il tuo sarcasmo. Denota il raggiungimento del punto limite. Quello oltre il quale l’incazzatura finisce e subentra l’ironia. Primo passo verso la rassegnazione.
    Che vuoi che ti dica….. Ho quasi l’impressione che qualunque acquisizione si faccia, sia un ripiego. Diego Lopez sarà anche bravo, ma il mio obiettivo primario era Perin. Diego Lopez arrivato al termine della solita sfibrante e snervante trattativa. Con Robinho ci abbiamo messo addirittura due anni e quattro sessioni di mercato. Anche Armero fa la figura del ripiego. Io personalmente avrei preferito Criscito. Italiano e giovane.
    Anche al centro, Alex ha l’aria del ciapa per ciapare. Era meglio Albertazzi. Così come preferivo vedere in campo Saponara e Cristante.
    Chiaro che non si può vivere di ricordi, così come non si può vivere di sogni. Oggi sentivo parlare di Bonaventura. Mi piacerebbe, ma non succederà niente. E’ tutto aleatorio, raffazzonato ed improvvisato, come al solito. Teniamo in caldo decine di piste che alla fine non conducono mai da nessuna parte. Intanto abbiamo i soliti centrali da burletta. Al gruppo mentecatti si è aggiunto Alex. A centrocampo siamo carenti di vigore e fantasia. In avanti non segna nessuno, se si eccettua la partita-farsa con i messicani ciucchettoni del Chivas Regal.
    Speriamo bene.
    Intanto, le confessioni di Vittorio Dotti, ex-capo dell’Ufficio Legale di Fininvest, squarcia il buio su quanto si riteneva frutto di pettegolezzi e di chiacchiere da cortile in merito alla “interinità” di comodo di Berlusconi (voleva sfruttare l’Inter come veicolo pubblicitario ed elettorale prima di prendere il Milan), di suo fratello Paolo (autenticamente nerazzurro), di alcuni del suo entourage (cuoco personale ed autista), della juventinità passionale del pelato.
    Come descritto su Virgilio.
    Ora, finito il suo scopo mediatico, il Milan il nostro prode Silvio lo sta facendo morire poco a poco. Tanto ormai non gliene frega più un cazzo. E si vede.
    Galliani smette la maschera e si rivela per quello che è. Un bastardo bianconero.
    Prima o poi le passioni viscerali saltano sempre fuori. La puoi tenere compresse, le puoi nascondere, puoi far finta di gioire per carità di patria e di stipendio, ma prima o poi saltano fuori. Spero che qualcuno gliela faccia pagare alla prima batosta casalinga della stagione, magari tirandogli in faccia un panino. Pensa che spettacolo sarebbe vedere peperoni, cipolle e senape che gli colano dalla faccia.
    Cioè contro la Lazio, senza aspettare troppo tempo. Che sono 25 anni che non vince a San Siro contro il Milan. Tempi maturi, quindi.
    Bisogna solo aspettare e sperare. Come fa Inzaghi, che si dichiara soddisfatto ma però…..
    Mi sembra di cogliere sottili segni di pentimento, nel nostro prode Pippo.
    Mah…..

    Bye

  4. @ albo
    più che spezzare una lancia, invocavo un minimo di obiettività. tavecchio l’ho incontrato una volta sola, e la cosa che ho apprezzato di lui è che, nel bene e nel male, è come appare. non è uno di quelli che a telecamere spente vomitano veleno e a telecamere accese dispensano miele. è, come usa dirsi, ruspante. che nel gergo dei giornalisti vuol dire sgradevole, grottesco, caricaturale. io aggiungerei sincero, diretto, senza fronzoli. è vero che da sindaco ha collezionato condanne, ma magari è cambiato. non potrei dire che mi piace, ma attendo di vedere cosa farà. senza passione nè pregiudizio. poi si vedrà. e, nel contempo, vorrei che i voti gli fossero dati sui fatti, non sulle parole. ai posteri la sentenza.

    quanto al milan, ci capisco poco. l’operazione sfoltimento è stata quasi completata. almeno così dicono i dati ufficiali. ora siamo in 26, mi pare. si parla ancora di cerci ed altri. abbiamo preso un portiere che sembra sapere il fatto suo. armero con la difesa a 4 non c’azzecca, ma vedremo. complessivamente la rosa non è malaccio, ma niente che possa far sperare nel terzo posto. se va bene, lotteremo anche quest’anno per l’europa league, a meno di miracoli. dipenderemo molto dagli umori dei giocatori, sperando che la società si ricompatti (giungono voci di nuove faide interne) e che pippo si inventi un gioco di squadra, una personalità di gruppo, un’identità di vedute. tutto può essere, certo io di pippo mi fido ciecamente. lo giudicherò dai fatti, come tavecchio. per ora mi pare vada bene. spero si venda de jong. nel 4-3-3 non può giocare. o si passa ai due mediani o meglio venderlo. sono contento che cristante potrà avere delle chance, mi chiedo per quale motivo non abbiamo preso quagliarella e longo del cagliari. penso saranno loro le sorpresone dell’anno.

    quanto alle maiuscole, non le uso per un semplice motivo: pigrizia digitale. dimenticavo (anche se so che non frega a nessuno): addio, mio capitano. se n’è andato un gigante. il primo che ha saputo commuovermi davvero, in un vecchissimo episodio di mork e mindy. e, dopo aver perduto freddie mercury, ayrton senna e whitney houston, di eroi me ne restano pochini. spero abbiano vita lunga e prosperosa. alla prossima.

  5. @ francesco
    A me frega. Lo ricordo monumentale nel film “L’attimo fuggente”. Splendida la scena finale con gli studenti in piedi sul banco a chiamarlo “Capitano, oh capitano…”, dalla splendida metaforica poesia di Whitman. E’ vero, è stato commovente. E mi ha ricordato “L’uomo senza volto” con Mel Gibson. Due storie sull’incapacità di accettare l’innovazione e l’insegnamento fuori dagli schemi per il primo, e l’impossibilità di superare le nostre paure e i nostri pregiudizi sul secondo.
    Due storie che dovrebbero farci riflettere, e indurci ad aspettare che siano sempre le opere, a giudicare gli uomini. Un insegnamento anche per me, che a volte tendo a cedere a facili luoghi comuni e a qualche pregiudizio di comodo.
    Così come l’ho ritenuto leggendario nel film “Good Morning, Vietnam”.
    Abbiamo perduto, ho perduto, legami con la mia prematurità e la mia giovinezza che mi hanno fatto cogliere in modo inquietante la fragilità della vita e l’incedere maestoso ma inesorabile del tempo. E mi hai ricordato alcuni giganti che non sono più tra noi.
    Freddy Mercury, ultimo genio musicale del XX secolo. E anche del XXI, oserei dire.
    Ayrton. Il mitico Senna, con il suo sguardo inconfondibilmente malinconico, struggente, quasi premonitore.
    Iannacci….. Dalla….. e molti molti altri.
    Lungo elenco, e non ho voglia di riscoprirlo.
    Non c’è niente di peggio della scomparsa degli idoli della tua giovinezza e della tua maturità per farti rendere conto del peso di tutti i tuoi anni.

    Tirémm innanz, come disse Sciesa.

    Quagliarella e Longo, hai citato. Non so….. Quagliarella mi dice poco. Semmai sono d’accordissimo su Longo. Sempre che sia il Simone Longo campione d’Italia con la Primavera dell’Inter che ci ha bastonati in semifinale con un gollazo al 120° minuto.
    Meglio Longo. Così come avrei preferito Perin in porta, così come mi piacerebbe che giocasse sempre più spesso Cristante. Invece siamo a correre dietro al bollito Lavezzi ed al pollo freddo Cerci. E comunque, tra i due, meglio Cerci che Lavezzi.
    Ma, chissà perché, ho come la sensazione che non arriverà nessuno dei due.
    Per fortuna, oserei dire.
    Venti milioni, o diciotto o anche quindici per Cerci non li spenderei proprio. Con quei soldi potremmo prendere due centrocampisti di discreto livello (Arouca dal Santos, 28 anni; e Maher dal PSV, 21 anni. Direi adatti con il 4-3-3). Io, poi, ho una predilezione, per restare al centrocampo, per Josh McEachran, 20enne inglese del Chelsea. Ma essendo un futuro crack, ho paura che costi, e anche parecchio. Così, solo per parlare…..
    Se poi ci aggiungiamo anche Balanta centrale difensivo ed Emanuel Màs laterale sinistro basso ma anche alto, avremmo rifatto la squadra abbassando anche l’età media.
    Perin – Màs – Rami – Balanta – De Sciglio – Arouca – Cristante – Poli o Muntari – Saponara o Maher o Montolivo (quando tornerà) – El Shaarawi – Pazzini – Niang
    Così, tanto per parlare…..

    Bye

  6. @ albo
    si, è il longo delle giovanili dell’inter. uno che sa essere decisivo, basta dargli fiducia. e quagliarella lo avrei preso perchè sa fare la prima e la seconda punta, perchè nel tridente ha dimostrato di essere bravissimo, perchè nei piedi ha più di venti gol, perchè sa segnare nelle partite importanti (stamford bridge) e anche perchè è incazzato nero con la juventus. con pazzini (o menez) ed el shaarawy avrebbe fatto bene. certo balotelli è migliore (in teoria), ma se non si sveglia e non cresce rimarrà quello che è oggi. uno bravo a giocare a pallone ma che col calcio c’entra poco, che si circonda di compagnie improbabili (la fidanzata è imbarazzante anche per uno che apprezza le grazie muliebri) e che tra qualche anno si pentirà amaramente di aver avuto tutte le occasioni che ai comuni mortali non vengono concesse e di averle sprecate con le donne, le macchine, twitter. se mai avrà la consapevolezza di quanta abbondanza (umana ed emotiva, non economica) ha buttato nel cesso, il cielo lo aiuti.

    sul milan ti do ragione. bisognerebbe puntare sui giovani. ma “puntare” ha un significato di scommessa, di alea, di caso. che succede se per un anno, magari due o tre, non si cavano ragni dai buchi? la piazza milanista è pronta ad accettare un limbo così prolungato? io personalmente si. probabilmente è questione di età. ora siamo in un periodo di magra, ma ne abbiamo visti di ben peggiori. tra le coppe campioni del 69 e dell’89 sono passati vent’anni. tra lo scudetto del 79 e quello dell’88 ci sono state due retrocessioni e il fallimento della società. credo che per allestire le grandi squadre ci voglia tempo e coraggio. il tempo è ineluttabile, serve a far maturare i frutti e non lo puoi accelerare. il coraggio invece va costruito con l’azione, va insegnato e coltivato, instillato nella squadra dall’alto, ogni giorno. ricordo ad esempio che castagner, che ereditò una squadra distrutta nel morale, riuscì prima di tutto a dissipare quel senso di paura che più dei limiti tecnici ci avevano fatto precipitare in serie b, e costruì l’ossatura del milan vincente (baresi, tassotti, evani, galli, battistini, verza). io spero che inzaghi sappia essere un nuovo castagner. non avrà una rosa di prim’ordine, potrà sopperire convincendo i giocatori ad avere coraggio, ad osare, a spremere il cuore. a quel punto, secondo me, i nomi sono secondari. tra un giocatore di lega pro e uno di champions la differenza fondamentale è nella testa, non nei piedi.

    quanto al mercato, io spero davvero che ci si astenga dal comprare chiunque abbia un costo di venti milioni, ne voglia 3-4 di stipendio e comunque non sia in grado di cambiare il volto alla squadra. sarebbe solo un problema venderlo il prossimo anno. ho la sensazione che queste pezze senza senso vengano messe per calmare la piazza, e d’altra parte se la dirigenza tiene conto di quello che legge sui social media, dove si scatenano i peggiori istinti delle persone più meschine, volgari ed ignoranti del paese, vuol dire che ha le idee confuse. la società dovrebbe occuparsi dei suoi clienti, primi tra tutti i tifosi che vanno allo stadio. il prezzo del secondo arancio è salito a 445 euro. cose da pazzi. e senti questa: dopo aver rispedito al milan la tessera del tifoso più di due anni fa e non avere mai avuto risposta, ho ricevuto una mail in cui mi si dice che, come titolare della carta numero xxxyyyzzz posso vincere una giornata a casa milan. titolare? ma come, la mia carta è ancora attiva? chiamo il call center e dico che dopo aver mandato una raccomandata con ricevuta di ritorno (senza risposta, roba che nemmeno le srl in stato fallimentare) vorrei che la carta mi fosse restituita oppure annullata d’ufficio. la signorina mi dice che farà una segnalazione e che verrò contattato. tu hai sentito qualcuno? io no. se io trattassi i miei clienti in questo modo potrei dire addio alla professione. beh, o imparano a farsi voler bene dai loro tifosi oppure è meglio che cambino mestiere.

  7. @ francesco

    quella della tessera del tifoso è emblematica di una Società Milan allo sbando. Dove tutti fanno quel cazzo che vogliono, come vogliono, quando vogliono. E se vogliono. Già il fatto che non sia ritornata la ricevuta di ritorno mi pone il dubbio se la responsabilità sia loro o della Posta. Il postino che in bici e borsone porta le lettere e le raccomandate non esiste più da un pezzo. Ti mandano, o ti recapitano, l’avviso e tu vai a ritirare. Cosa sia successo da questo punto di vista, lo si ignora, la ricevuta di ritorno è sparita o forse non è mai partita, la telefonista del call-center cade dalle nuvole e assicura cose che non è in grado di verificare e infatti va tutto in fanteria. Con la gente che rimane nel mezzo del guado senza sapere cosa succede e a che punto si sia arrivati con le comunicazioni o con le richieste o con le lamentele (che faccio? ritelefono? riscrivo? mi ripresento?).

    E poi….. minchia….. una giornata in Casa Milan….. avessi detto! Ma cosa accidenti faccio tutto il giorno lì? Meglio passare una giornata al parco, leggere un bel libro, godersi il fresco, prendersi un panino e una coca, farsi due passi, e magari lanciare qualche sguardo a qualche bella ragazza che mi fa anche sospirare di nostalgia.

    Ma a Casa Milan, no! Poi magari mi capita di vedere le Coppe, i trionfi, i campioni del passato e già a mezza mattina mi girano i pendoli e mi viene voglia di sfanculare tutto e tutti. No, grazie!

    Non c’è niente da fare. Se tu (Milan, ma anche altre) che vuoi vendere o proporre un prodotto tratti il tuo cliente più diretto (il tifoso) alla stregua di un qualsiasi sottosviluppato da trattare con supponenza, poi la conseguenza non può essere che l’allontanamento del tifoso-cliente. Come si sta puntualmente verificando. Dovrebbe stare attenta anche a queste cose, la Barbarella responsabile del marketing del menga. Non solo ad invitare il sindaco cazzone ed altre personalità fancazziste e parassite ad ogni gala a Casa Milan.

    Intanto, ieri sera c’è stato ad Arcore il quinto summit di mercato tra il deficiente numero uno, il deficiente numero due e il povero Pippo, che preso in mezzo tra questi due e la situazione contingente, diventerà il futuro capro espiatorio. Ore ed ore passate senza senso tra un risotto ed un vitello tonnato, parlando di vuoti argomenti e conseguentemente non arrivando a una qualsivoglia decisione su alcunché.
    Decisioni? ZERO
    Programmi futuri nel breve termine? ZERO
    Programmi sul medio-lungo periodo? di strategia? di lavoro? ZERO
    Soldi da investire? ZERO
    Mi domando cosa accidenti si riuniscono a fare. Con Inzaghi che magari esce anche sorridendo, ma dicendo anche che “la società sa bene di cosa ho bisogno”. Che mi suona maluccio, devo dire. Mi sa molto del “mi sto rompendo i coglioni di dire sempre le stesse cose”, con chiari sintomi di insofferenza, sfiducia, disillusione e anche un pizzico di pentimento.

    Due decisioni devono prendere. Due. Anzi, nemmeno. Una sola delle due opzioni seguenti.
    O investire sul mercato ALMENO un minimo per poter allestire una squadra finalmente almeno presentabile, che possa garantire di lottare per l’Europa League subito e per la Champions in due-tre anni (adesso come adesso la Champions non è proponibile. Non pensiamoci proprio), oppure si affidano ad una politica sul medio-lungo termine, basato sulla maturazione dei giovani del vivaio, facendoli giocare anche in campionato, non solo contro i Monti Pallidi (è un rischio, lo so bene. Ma i nomi da te descritti sono la crema e la punta di una massa probabilmente cospicua di ragazzi dai quali i campioni che conosciamo si sono distaccati. Abbiamo Mastour, Cristante, De Sciglio, El Shaarawi che tutti noi conosciamo, ma chissà quanti non sono emersi e sono stati scartati o hanno fatto o faranno tutta la loro carriera tra serie B e Lega Pro. Qualcosa, o qualcuno, bisogna sempre rischiarlo) e sulla creazione di un gruppo con i controcazzi fatta di osservatori competenti sparsi per tre continenti che ti segnalino giocatori di profondo interesse che possano, nell’arco di tre-cinque, portare il Milan su posizioni di competitività, con giocatori di volta in volta maturati e appetibili per le inevitabili, visto come è combinato il nostro calcio, cessioni che ti facciano godere di plusvalenze consistenti mantenendo sempre un organico tecnicamente proponibile e competitivo.

    Al di là dell’essere favorevoli o meno alle operazioni che si sarebbero potute verificare, per che vattelapesca si riuniscono? Per prendere o meno Iturbe? O sì o no o sì o no o sì….. che cosa facciamo….. pronti. Iturbe alla Roma. Per prendere Cerci? O sì o no o sì o no o sì….. che si fa? Cerci all’Inter. Per prendere Perin? Costa tanto costa molto prestito con riscatto senza riscatto gratuito oneroso mezzo prestito mezzo Perin….. che si fa? Si prende alla fine un trentaduenne spagnolo che se il Real Madrid manda via per tenersi un Casillas sullo straviale dello stratramonto ed un costaricano di belle speranze, ho paura che un motivo ci sarà.

    Ma si riuniscono sempre, per cinque volte. Per decidere di non decidere niente, probabilmente, con il Presidente che nicchia, il pelato che sorride ebete manco avesse un ictus, Inzaghi che abbozza ed un poco s’incazza ma sottovoce, e una Barbara che attende e freme impaziente.

    E noi ancora lì e ancora così. Allegramente con i nostri immancabili parametri zero strabolliti e strafalliti, con mentecatti brocchi ed improponibili, con giovani più o meno acerbi ma che non giocheranno mai per cui non lo sapremo mai se sono buoni o no ma che continuano a scalpitare per farsi notare ma nessuno li caga, con i soliti prestiti gratuiti o onerosi o con diritto di riscatto o senza riscatto o senza prestito o senza un cazzo, il tutto facente parte di un divertentissimo caravanserraglio che altro non è se non un guazzabuglio impensabile e deprimente che assomiglia sempre più ad una scalcagnata Armata Brancaleone.
    Che sarebbe anche piacevole se non fosse che si parla del Milan, ahinoi!
    Con Inzaghi nei panni del prode ed improbabile Brancaleone da Norcia in sella al suo Aquilante, tutti gli altri ai suoi piedi poco convinti di fare quello che sono in procinto di fare, e con i due distanti capintesta in tutt’altre faccende affacendati. Uno a ideare sempre più sottili manovre contro la Barbara, l’altro alle sue incombenze romane tra politica e troie.
    Che quadro devastante!
    Ho più rispetto del Milan di Castagner, costruito con pochi soldi perchè pochi soldi c’erano per davvero, ma passionale, genuino, quasi naif, che di queste proprietà e dirigenza di morti di fame soprattutto nello spirito, prima che nelle tasche.

    Abbiamo una statua, a Milanello, che rappresenta un tributo ad un uomo ma anche un impegno a considerare e a ricordarsi SEMPRE cosa significhi essere il Milan. Nereo Rocco da Trieste.
    Ci ha convinti tutti a onorare il rossonero sotto la pelle, prima che sopra.
    Una maglia sacra, da rispettare sempre. Due colori che sono stati l’incubo di tutte le più grandi squadre d’Europa e del Mondo.
    Forse questi pezzenti se ne sono dimenticati. Come si rigirerà nella tomba, povero Nereo.
    Sono sicuro che avrà accettato di più la serie B a questo scempio.
    Almeno per la sua memoria, voi che lo vedete ogni volta che varcate il cancello di Milanello, cercate di ricordarvi, dannati pezzenti in doppiopetto, chi rappresentate.
    Ed in nome di chi vi presentate.
    NOI SIAMO IL MILAN.

    Bye

  8. @ albo
    no, la ricevuta è tornata. è mancata la risposta. ossia, in sede hanno ricevuto la mia lettera (c’è la firma sulla cartolina), ma hanno pensato bene che non meritassi una risposta. forse non si sono accorti che in allegato c’era la tessera del tifoso. vabbè, è acqua passata. intanto, ancora nessuna comunicazione. ti aggiorno.

    veniamo ad oggi. mi cadono le braccia. abbiamo preso due gol dal valencia che manco una banda di dilettanti. e lì non è questione di bravura, fortuna o chessò. è un problema di concentrazione. il passaggio di zapata non va fatto. mai. non va nemmeno provato, è un rischio inutile ed è contro il buonsenso. albertazzi si fa bere come un bambino e diego lopez prende gol come abbiati sul primo palo. ora, io non sono un esperto di tattica difensiva, ma se prendiamo gol così con tre portieri diversi forse c’è un movimento in area che invita il portiere a voler coprire tutti e due i pali, lasciando scoperto il primo. forse i centrali non sono dove dovrebbero essere. non lo so. ma se abbiati, agazzi e lopez prendono gol uguali che non dovrebbero mai prendere loro saranno pirla, ma forse non sono i soli. certo che ormai il tempo stringe. o si trova la quadratura oppure in campionato saranno dolori. a pippo la patatona bollente.

    dal mercato arrivano segnali strani. cerci pare tramontato. pare si sia virato su lavezzi o douglas costa (che alcuni giornalai chiamano “daglas costa”, manco fosse metà inglese, come “huan gisus”, uah uah che ridere). per il centrocampo rimane viva la pista dzemaili, che a me piace abbastanza anche se non cambia la vita. per l’attacco, quando tramonteranno i due di sopra, si parlerà di pandev. mio dio, pandev. che amarezza…

  9. @ francesco
    Ah ecco….. per riceverla l’hanno ricevuta….. è che non ti hanno nemmeno cagato.
    Perfettamente in linea con quello che sono diventati.
    Ad immagine e somiglianza del loro padrone.
    Spocchiosi, presuntuosi, indisponenti e altezzosi.
    Ometti, ominnicchi e ‘omm emmerd. Non so se l’ho scritto giusto (probabilmente no), ma sono sicuro di aver reso bene l’idea.
    Passiamo al resto, che è meglio. Alle questioni tecniche o presunte tali.
    Così….. tanto per passare un po’ il tempo. Anche se devo dire che a quello che scrivo ci credo veramente. Ci mancherebbe…..
    E’ che non serve a un tubo, purtroppo. Noi che un poco ci capiamo di calcio siamo ai margini e ululiamo alla luna.
    Perlomeno io.
    Gli altri che non capiscono una minchia comandano e decidono. E si circondano di una pletora infinita di lacchè e di cerimoniosi leccaculo. Così va il mondo.
    Dunque…..
    Non ho visto le amichevoli precampionato. Non le vedevo prima che eravamo uno squadrone, figuriamoci adesso. Ho visto solo Liverpool-Milan perchè volevo rendermi conto dei pareri catastrofistici, e il mitico trofeo TIM perchè ero al mare a morire di noia.
    LIVERPOOL-MILAN: se il migliore è stato Niang, è tutto dire….. Ho visto una squadra slabbrata, inconsistente, tremebonda e senza gioco. Assolutamente inadeguata in difesa e a centrocampo. Se a centrocampo dobbiamo affidarci a Essien per costruire gioco e a Muntari per interdire, stiamo freschi. La difesa al centro era paurosa, con i centrali fuori assetto difensivo e con i tutti i difensori che parlavano un idioma proprio ma che non si capivano tra loro. Sull’incidente Gabriel-De Sciglio (sintomatico di una situazione confusionaria) ho già detto in precedenza.
    TROFEO TIM: rispetto a quanto prima ho visto lievi miglioramenti. Un De Sciglio in palla, una difesa un poco più serrata al centro (ma sia Juve che Sassuolo si sono resi TROPPO pericolosi) ma comunque una squadra ancora senza gioco. Infatti quello di buono che si è visto, lo si è visto nelle ripartenze, come nel di Honda e nel gol di El Shaarawi. Ma in quanto a creare gioco offensivo, a tenere l’avversario nella sua area di rigore, nello sviluppare una trama a centrocampo che sia un minimo ragionata, ad avere sbocchi offensivi di spessore, beh….. non ci siamo proprio. Siamo ancora desolatamente senza gioco. E questo non fa che suffragare quello che dico e che diciamo da ANNI!
    Manca un centrale difensivo dal quale far ripartire l’azione. Mancano due centrocampisti, uno dei quali un incontrista che non sia quello spaccaossa di Muntari, e un facitore di gioco. Ok….. mancava De Jong e Montolivo è meglio che ce lo scordiamo, per quest’anno. Ma appunto per questo qualcosa bisognava fare. Ci manca un esterno perchè De Sciglio a sinistra con Abate a destra, oppure De Sciglio a destra con Armero a sinistra, a mio modestissimo parere significa alla fine avere solo un esterno. De Sciglio.
    Mancherebbe anche la punta che possa fare da punto di riferimento lì davanti. Quella famosa dei venti gol a campionato. Minimo. Speriamo tutti che lo sia Pazzini quando entrerà in forma, ma non credo sia ‘sto fromboliere micidiale. E quando gli verrà un raffreddore? O addirittura si infortuna?
    La lista di giocatori di interesse spazia in un universo di bolliti, strafalliti ed inadeguati che fa spavento. Se questi sono gli obiettivi, spero che SKY mi faccia vedere gli sport americani insieme ai campionati esteri, così mi dimentico del Milan. Mi fa già abbastanza male vederlo così male in arnese come adesso. Figuriamoci al termine dei mirabolanti adeguamenti strutturali al vaglio della dirigenza rossonera di ‘sta minchia.
    Torres, Jackson Martinez, Pandev, Borini, Falcao, Destro, adesso anche Mitroglou.
    Qui si svaria tra i bolliti (Torres), i falliti (Pandev. Che oltretutto punta non è ma semmai un esterno), gli inutili (Borini), i poco possibili (Destro), i misteriosi di ignoto valore (Martinez, che va la riserva ovunque. Anche in nazionale), i misteriosi di NON ignoto scarso valore ma papabili perchè questa dirigenza non sa più cosa fare (Mitroglou) e le prese per il culo mediatiche impossibili da raggiungere come la luna in bicicletta (Falcao).
    Peccato che non abbiamo osservatori all’estero. Struttura questa sbriciolata da quel ………………. di Galliani. Perchè è probabile, anzi ne sono certo, che in Sudamerica qualche sconosciuto “delantero centro” di balde prospettive, giovane e poco costoso appunto perchè sconosciuto, ci sarebbe anche.
    Ma bisogna scoprirlo.
    E per scoprirlo dei avere qualcuno lì.
    E per avere qualcuno lì devi avere una rete capillare.
    E per avere una rete capillare devi essere esperto, bravo, organizzatore, ma soprattutto non devi essere esoso e non devi pensare solo ai cazzi tuoi e al tuo già strabordante conto in banca.
    E per non essere come sopra non devi essere Galliani.
    E purtroppo tutto si ferma a Galliani.
    E alla sua sfilza di giocatori da album Panini e procuratori alla Raiola.
    Purtroppo da qui non se ne esce. Per ora.
    PORTIERI. Perdonami se mi intrometto. Ho giocato in quel ruolo sfigato per trent’anni e un poco ne capisco. Solo un poco.
    Non è questione che se prendi gol nel primo palo è perchè devi coprire tutta la porta in quanto non ti fidi. Se il motivo è questo, sei forzato a volte a fare uscite, soprattutto alte, perchè non ti fidi dei tuoi difensori sulle palle inattive, per esempio. E se forzi le uscite, una su tre la sbagli, perchè fai uscite che se avessi difensori affidabili non faresti. Se prendi gol sul tuo palo, è perchè a volte succede. L’errore di questo tipo lo fanno anche i fortissimi come Buffon, Cech, Van De Saar e compagnia parante. L’inadeguatezza di un portiere (Agazzi….. Amelia….. Gabriel….. solo per rimanere ai nostri), sta nel fatto che non infondono ISTINTIVA sicurezza ai compagni di reparto. Un portiere, oltre che chiamare la palla quando deve, deve farsi sentire sempre. Fino allo stordimento dei compagni, se necessario. Deve dire dove si sta creando un buco in difesa, deve dire al compagno quando “accompagnare” all’esterno un avversario o quando affrontarlo, deve farsi vedere e sentire per chiamare un passaggio, deve dare tutta una serie di disposizioni e dire tutta una serie di parole e soprattutto di incoraggiamenti atti a far sentire tutti appartenenti al gruppo unito. E quando un compagno fa un errore, rimproverarlo ma senza isterismi, altrimenti se hai reazioni da psicopatico dai l’impressione di esserti cagato in mano e conseguentemente di vivere la partita con un filo continuo di paura. Mai dare ai tuoi compagni l’impressione che tu portiere hai paura, che non ti senti sicuro. E’ finita. Partita persa. Che è quello che succede con Amelia, Agazzi o Gabriel.
    Poi puoi anche prendere gol sul tuo palo o fare altre cagate. Ma il grande portiere metabolizza e va avanti (Buffon, per esempio. Per la serie “20 milioni per un portiere io non li spendo”. Che presidente…..). Quello scarso o normale catastrofizza, si avvita su se stesso, continua a pensare alla cazzata, si blocca e trascina nel gorgo la squadra.
    Semplice.
    Semplice perchè il portiere è il PRIMO dei quattro ruoli strategici di una squadra.
    Te lo immagini invece di avere Agazzi (o Amelia, o Abbiati, o Gabriel…), Zapata (o Rami, o Mexes, o Alex…..), De Jong (o Essien…..) e Balotelli (o Pazzini, o Martinez o chi per lui) avessimo Buffon (o Ter Stegen, o Handanovic…..), Thiago Silva, Pirlo e Luis Suarez come cambia la situazione?
    Il Milan più forte di sempre (quello di Sacchi-Capello), aveva Giovanni Galli (non un fuoriclasse, ma ottimo) e poi Seba Rossi (più che ottimo), Baresi centrale, Ancelotti-Donadoni poi Albertini, Van Basten. Per dire…..
    Se poi a questi aggiungi Tassotti….. Maldini….. Gullit….. Costacurta-F.Galli….. Evani….. Massaro….. e poi magari anche Savicevic e Boban allora hai una squadra.
    Non guardo quelli di adesso perchè le lacrime le tengo per il 31 agosto. Me ne serviranno tante.

    Bye

  10. @ albo
    ormai siamo tu ed io, qui. se mi dai il tuo indirizzo e-mail ti scrivo direttamente, così facciamo prima. come mai su critica rossonera c’è una folla che manco sulla M1 al mattino? vabbè, forse è meglio così, qui almeno si parla di calcio e non volano parolacce.

    questioni tecniche. sono completamente d’accordo a metà (cit.) con te. voglio dire, qual è l’alternativa? partiamo dalla società. sta cambiando pelle, era ora, e va un po’ per tentativi. la gestione manageriale moderna impone il pareggio di bilancio. avere una proprietà forte e danarosa dovrebbe servire solo per le emergenze. la proprietà deve avere un ruolo da banca centrale, ossia intervenire in maniera anticiclica. io sono convinto che i mecenati spariranno dal calcio e che questa ondata di megaingaggi sia destinata a finire. rimarranno solo quelle società che storicamente vivono di debito e che, tutto sommato, con i loro fiumi di denaro mantengono tutto il movimento. ma anche loro sono e saranno l’eccezione, non la regola. ieri sera ho visto l’athletic bilbao nel nuovo san mamès e ne sono rimasto affascinato. erano 16 anni che non facevano la champions, eppure hanno costruito lo stadio (stupendo e naturalmente in pieno centro città) e continuato con la storica politica dei soli giocatori baschi. una meraviglia. nessun fuoriclasse, per la verità, tranne il regista di cui non ricordo il nome. loro da sempre producono ottimi giocatori (ieri sera è entrato un diciottenne che sembra bravo assai), li vendono e si finanziano. la città e la squadra sono molto unite, e quando si perde, amen. non danno dello “sporco interista” a uno di loro (finchè mandiamo in champions squadre con problematiche ambientali di questo tipo non se ne esce) perchè sbaglia un gol. il modello deve essere quello. secondo me non si scappa. non si vincerà più? non lo so. se produci un giocatore all’anno e lo vendi non ti resta niente, ma se ne produci due o tre, nell’arco di dieci anni hai una squadra. la differenza tra chi vincerà e chi non vincerà nei decenni a venire starà nel settore giovanile e nell’affezione dei clienti. e in questi due aspetti il milan, come ben sappiamo, ha molto da lavorare.

    ieri sulla gazzetta c’era un interessante reportage sulle reti di osservatori. guarda caso l’udinese ne ha una ventina (mi pare) e spende 7 milioni l’anno. noi siamo circa alla metà. è vero che i numeri non dicono tutto: la qualità conta come e più della quantità, ma è anche vero che quelli che arrivano dal settore giovanile bisogna farli giocare. come dici tu, servono quattro grossi calibri nei ruoli chiave (l’ho sempre pensato anch’io e lo dice la storia), il resto è contorno. ora, il portiere c’è (forse), ma gli altri mancano. per quanto io pensi che mexes e zapata valgano tranquillamente barzagli e bonucci, gli altri due non ci sono. montolivo, secondo me, al centro del trio di centrocampo ci starebbe benissimo. è intelligente, molto applicato e si sbatte. io però ci metterei cristante, con poli e montolivo ai lati. gli altri non sono un granchè, obiettivamente. specialmente de jong, su cui nutro dubbi da molto tempo. è bravo con un secondo mediano, ma da solo fa il quinto difensore, e risucchia compagni e avversari indietro. muntari è anche peggio. dotato tecnicamente e fisicamente, probabilmente a quel livello non ci sta per limiti mentali e caratteriali. il centravanti invece ci manca del tutto. se ne sono accorti, in società. pazzini è bravo e si impegna, ma per lui sarà un anno infernale. di cross ne arriveranno pochini. de sciglio è bravissimo in quello, ma non può farlo tutto l’anno. abate invece non è altrettanto efficace, e su armero ho dubbi di compatibilità con la difesa a quattro. vedremo. di sicuro, al trofeo tim non abbiamo preso gol (buona notizia) ma solo per caso. lo schema difesa e ripartenza si può fare solo se non vai sotto. menez ha avuto voti alti, ma finchè non ha segnato era irritante. troppo nervoso. mastour invece merita fiducia totale. l’altro giorno un quindicenne ha esordito nella nazionale norvegese. siamo pieni di incognite. di una sola cosa sono certo: prendere un attaccante tanto per prenderlo non ha senso. forse farei un pensierino a denis. lui i gol li sa fare e non costa una follia.

    capitolo portieri. mi fido del tuo giudizio. il punto però è che buffon e gli altri il gol sul primo palo lo prendono una volta nella vita. qui succede con tre portieri diversi, in rapida successione e continuamente. sicuro sia un caso? abbiati mi sembra abbonato, dida era una sciagura. vediamo lopez. di sicuro è bravo, ma non mi sbilancio.

    abbi fede. galliani non è stupido, anche se a volte si comporta come se lo fosse, specie quando gongola davanti alle telecamere senza motivo. sicuramente arriverà un attaccante, oltre a cerci. tutto dipenderà dal nome del centravanti. se sarà un ricardo oliveira ci sarà da piangere. speriamo di no. in questi casi, non vale il detto “piuttosto che niente, meglio piuttosto”. meglio niente.

  11. @ francesco
    Hola, amigo de pluma.

    Sono stato su Critica Rossonera.
    Bah….. non so….. mi è sembrata una bizzarra kermesse di sfanculamenti reciproci privi di contenuti. Pensavo che gli appartenenti storici di questo blog fossero trasmigrati, ma non mi sembra di averne scorto i nick. Ogni tanto FratelGiorgio scrive. Ogni tanto. Di Igor se ne sono perse le tracce. Temo per lui.
    Preferisco stare qui, e piuttosto parlare da solo. Per adesso ci sei tu. Poi, quando anche colloquiare in due ti verrà a noia rimarrò da solo. Ed allora per davvero ululerò alla luna, ultimo lupo solitario.
    1) La società che cambia pelle….. dipende dalla pelle che mette. E comunque, non sono più gli anni sessanta, dove tutto girava intorno alla triade Inter-Juventus-Milan, con qualche sporadica, inattesa e pittoresca intromissione (tipo Fiorentina, o Cagliari, o Bologna). Qui, se molli il colpo vieni estromesso senza tanti riguardi, e vai ai margini rimanendoci per anni, se non ti dai una mossa velocemente.
    Se quest’anno non ci qualifichiamo per una Coppa, sarebbe un tracollo finanziario peggio di quest’anno. Sarebbe un vero disastro. Sarebbe difficile riprendersi, e gli scenari sarebbero per davvero molto inquietanti. Ne consegue che il cambio pelle deve essere drastico, una specie di tabula rasa. Per quello che ce l’ho a morte con il pseudo-presidente. Perchè non gliene frega più niente, si interessa di altro, il Milan ha esaurito da decenni la sua funzione, e lui non vuole più saperne. Ci sta. Ci sta, di stufarsi. Allora vattene.
    Abbiamo un presidente che prima di acquisire il Milan voleva fare lo stesso con l’Inter. Sicuramente per lo stesso motivo di visibilità nazionale ed internazionale. Del Milan in sé non gliene è mai interessato granchè. Punto. Galliani, poi, è sempre stato juventino. In mano ad un potenziale interista e ad uno juventino. Ma dove vogliamo andare? Ovvio che le magagne alla fine siano destinate a saltare fuori. Berlusconi è stato mediaticamente lanciato in orbita per cui….. per quale motivo deve andare avanti a spendere ora che ha ottenuto quello che voleva? Il Milan non serve più. Giusto il discorso con i bilanci. Ma allora forse dovremmo mutuare il sistema tedesco, se applicabile. Dove hai un bilancio certificato, e se se sotto di dieci euro, non parti.
    Ma qui diventa un problema nazionale e di Federazione, non solo nostro di Milan. Diventa una questione di leggi dello Stato, di riadeguamenti normativi, di leggi sugli stadi e sulle tifoserie violente.
    La Barbara non la conosco, non so come lavori. Ma ha già trent’anni e non ha ancora fatto un cazzo. Mah…..
    2) Portieri. Il fatto che prendano gol sul proprio palo dipende semplicemente da errore personale.
    Non ha niente a che vedere con l’organizzazione difensiva. Abbiati, come già detto e rifetto e ripetuto, su tre partite una la sbaglia, è sempre infortunato, ed ha trentotto anni. Tanti.
    Dopo Seba Rossi (l’ultimo portiere di ottimo livello), si sono succeduti Dida, Kalac, Abbiati, Amelia, Agazzi, Gabriel….. per non parlare dei concomitanti Taibi o addirittura Pagotto. Non so chi fosse a Milanello a decidere, ma le sceltesono state sempre cervellotiche. Ed intanto quelli buoni andavano altrove. E se pensi che l’unico decente del lotto (Abbiati) lo abbiamo pescato PER CASO nella Primavera dopo che Rossi fece quella minchiata con il Perugia nel 1999 la dice lunga sulla competenza esistente e purtroppo ancora imperante.
    Adesso aspettiamo Diego Lopez, che di anni ne ha 32. Avessi detto! Frega una sega che giocasse nel Real. Lo voglio vedere sotto pressione.
    3) Acquisizioni prossime. Qui, lo sappiamo bene che bisogna fare le nozze con i fichi secchi. Ma almeno comincia con far crescere le piante di fico, così i frutti in futuro saranno tuoi. E non dell’ortolano sotto casa che te li fa passare per chissà cosa e poi sono duri come suole e senza sapore.
    4) Futuro. Pessimo. Pessimo, nero e preoccupante. Non vedo niente di buono, non vedo la volontà di rinnovarsi, di darsi una spinta in avanti, di difendere con orgoglio il senso di appartenenza alla maglia rossonera, Tutto rimane così com’è. Quasi immutabile nel tempo. Li vedo come sepolcri imbiancati. Immoti. Con lo sguardo vuoto, magari anche senza occhi. Fermi, statici, inamovibili, quasi disinteressati. Vuoti.
    Ripeto. Attendo con angoscia l’inizio della prossima stagione, sperando che non finisca proprio male male male. La fiducia è ai minimi storici, la voglia sotto le scarpe, e l’ottimismo non esiste.
    Vorrei che fosse già il 31 maggio.
    Mah….. chissà….. forse sono io che esagero. Vallo a sapere…..

    Bye

  12. OK. Napoli eliminato.
    Anzi….. OK un accidente.
    OK perché, “obtorto-collo”, ce la dobbiamo impacchettare e portare a casa.
    L’ennesimo fallimento italico, non bastassero i due ultimi grotteschi mondiali. La lunga corsa del calcio italiano verso l’abisso non conosce ostacoli. Se il calcio italiano fosse una valanga che precipita a valle, si troverebbe la neve anche a Malta.
    L’ultima volta che abbiamo portato quattro squadre ai gironi è stata la Champions 2009-10. Con la Juve eliminata nel girone dal Bayern. Quella della Coppa all’Inter, per intenderci. Che magari ci starà anche sulle balle, ma è stata l’ultima italiana a vincerla.
    Da allora, solo batoste e figure di palta. L’anno dopo, Sampdoria eliminata ai play-off. Così come l’Udinese nel 2011-12 e nel 2012-13. Quest’ultimo, peraltro, primo anno in cui ne portavamo tre anziché quattro. Nel 2013-14 siamo stati quindi solo noi, poveretti del Milan, a superare i preliminari e portarne così tre ai gironi di Champions. Coppa che, peraltro, dopo il successo dell’Inter nel 2010, per quattro anni ha visto la nostra presenza impalpabile e inconsistente, con i soli quarti “conquistati” dalla Juventus nel 2012-13.
    Stop.
    Del resto siamo passati da primi o secondi nel ranking a non so quale posizione, ma probabilmente quinti o sesti, superati o in procinto di esserlo dai portoghesi, e con gli ucraini a un tiro di schioppo. Di questo passo, prima del 2020 di squadre ne porteremo due.
    Oltretutto, basta vedere dove eravamo messi nelle urne. La Juventus in seconda fascia e la Roma in quarta. Se la Juve, che vince a man bassa il nostro campionato da tre anni di fila e l’ultimo sfondando quota 100 punti non è nemmeno nelle teste di serie, bisognerebbe cominciare a farci delle serie domande. Ed a inventarci qualcosa. Senza guardare inglesi e spagnole che fanno gli sboroni ma sono indebitate in modo allucinante con la UEFA che fa finta di non vedere (Platini, dove sei?), bisognerebbe capire come i tedeschi hanno rivoltato il loro sistema-calcio dopo i fallimenti clamorosi della prima metà degli anni ’90.
    Fino a diventare quello che sono adesso, cominciando con lo sfilarci il quarto posto in Champions, visto che erano loro che ne portavano tre.
    Infatti, dopo la finale del 1987 persa dal Bayern contro il Porto di Juary e Madjer, si sono perse le tracce delle tedesche fino appunto al 1997, vittoria del Borussia di Riedle e Kohler contro la Juve. Da allora hanno piazzato sette finaliste in sedici anni. Non male, in pieno dominio spagnolo.
    Non che li ammiri, attenzione. Tutt’altro. Ma visto che hanno fatto un lavoro della madonna, varrebbe la pena anche solo sbirciare per capire come hanno fatto.
    Quando affondi nelle sabbie mobili, qualunque aiuto è bene accetto, anche quello del tuo peggior nemico.

    Perché tutto questo panegirico?
    Semplice!
    1) Mi annoio a morte.
    2) Mi piace scrivere. Soddisfa il mio ego, e mi illudo che qualcheduno rimanga incantato a leggermi o ad ascoltarmi. Qualche idiota microcefalo, quasi sicuramente.
    3) Mi fa incazzare vedere come ci si butta via per insipienza, incapacità manageriale, mancanza di lungimiranza, incompetenza, malaffare e clientelismi.
    4) Vedere che quasi tutte le squadre italiane nei sorteggi sono sfigate eccetto la Juve. La Rubentus poteva capitare in un girone con Real Madrid, Liverpool e Monaco, e invece no. Le è capitato un girone ridicolo come quello dell’anno scorso.
    La Roma invece non poteva pescare di peggio. Mancava solo l’Athletic Bilbao al posto dei russi e avrebbe fatto tombola, il povero Totti. Spero elimini gli odiosi crucchi e gli ancora più odiosi figli di Albione. Spero passi anche la Juve, guarda un po’! Siamo messi talmente male, che bisogna fare come ci consigliò Montanelli a suo tempo. Facciamo le scelte obbligate turandoci magari il naso.

    Ultima chiosa sul Milan, ovviamente. Pare fatta per Fernando Torres.
    E ti pareva che l’album Panini del pelato maledetto non si arricchisse di un’altra figurina….. Bollito, strabollito, ultrafallito e mica buono. Sia lo spagnolo che il pelato giallocravattato.
    Speravo che venissero Lastienne, Van Ginkel e Rabiot, ma niente. Tutto va avanti come prima. Si fa finta di cambiare giocatori qua e là ma in verità alla fine non cambia mai niente. Gattopardescamente inossidabili e incomprensibilmente sordi e ciechi, i nostri dirigenti.
    Speriamo bene….. ma ho i miei dubbi.

    Bye a tutti

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