RICOMINCIAMO

Eccoci di nuovo qui.

Lo scorso anno – dopo l’ignobile figura contro il sassuolo – mi ero ripromesso di non scrivere più nulla di Milan fino all’inizio di questa stagione. E così è stato.

Ne son successe di cose, nel frattempo: un Allegri esonerato e ora catapultato sulla panchina più comoda d’italia (juve); un Seedorf salutato come salvatore della patria rossonera e poi trattato a cazzi in faccia peggio del peggior Leonardo; un berlusconi sempre assente ma saldissimo al suo posto per intascare e non scucire un soldo; un Galliani imperiale nel distruggere una squadra – col beneplacito del presidentissimo; un nuovo allenatore – Inzaghi – molto più “yesman” dello yesman Allegri.

Abbiamo un Balotelli, un Emanuelson, un Taarabt, un Kakà, un Robinho, un Amelia, un Constant, un Silvestre, un Coppola, un Pignatone e un Birsa in meno; ma abbiamo un Agazzi, un Diego Lopez,un Menez, un Alex, un Albertazzi, un Armero e un Torres in più.

Purtroppo abbiamo ancora un Abate, un Abbiati, un Bonera, un Muntari ed uno Zaccardo in mezzo ai coglioni.

Quindi, in prospettiva futura non saprei che dire, se non un caloroso:

“Tifosi rossoneri
tifosi milanisti
teniamoci per mano
in questi giorni tristi…”

 
dio buono

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101 DI QUESTI GIORNI, RICCARDINO

101 gol con la maglia rossonera. 101. Che lo pone in 10° posizione nella speciale classifica dei cannonieri in maglia rossonera di tutti i tempi, ad una sola lunghezza da Pierino Prati.

Tanti. Per un trequartista/mezzala/quasi seconda punta come lui son veramente tanti. Bon, sì, quasi la metà sono su rigore. Ma anche se fossero 50 i gol, son comunque tanti.

Già in rete si è scatenata l’orgia di video con tutti e 101 i gol segnati. Bello, sì. Originale soprattutto. Potrei farlo pure io, che mi costa?
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SPIGOLATURE

Sono accaduti tanti di quegli eventi ultimamamente, che ne son rimasto tramortito.
C’è chi parla di rivoluzione societaria, chi di rivoluzione di mercato, chi di rivoluzione d’immagine, chi ancora di rivoluzione di comportamenti.

Sarà. So solo che, adesso come adesso, la gloriosa società AC Milan non è messa benissimo.
Se ne avessi la facoltà, agirei su alcuni punti che proprio non mi vanno giù.

1) Adriano Galliani.
Fuori dal Milan, dentro in Forza Italia. Bah. Non so se sia vero oppure una boutade. Alla fine non cambia poi molto: se la presidenza attuale non molla il Milan, avere Galliani fuori dall’organigramma societario non serve a nulla.

2) Barbarella Berlusconi.
Volenterosa, si applica, ma ne ha ancora da mangiare di pasta. Nel senso: perlomeno porta una ventata di idee nuove, a patto che non la si lasci sola a far da capra espiatoria.
A mio modo di vedere, prima che puntare a marketing, riposizionamenti di mercato, restyling del logo, valorizzazzione dell asede nuova ed eventualmente nuovo stadio di proprietà, sarebbe opportuno chiedersi cosa fare della squadra.
Nel senso: non sarebbe meglio innanzitutto darsi una regolata sulla gestione tecnica del team? Insistiamo sul rientro in società di Maldini ed Albertini, e diamo loro pieni poteri decisionali su come mandare avanti questo club, please.

3) Mino Raiola.
Questo signore deve sparire da milanello. Non solo: se ne fossi in grado, non stipulerei alcun contratto con qualsiasi giocatore sotto la giurisdizione di quel signore lì.

4) Silvio Berlusconi.
Grazie, bravo, ma ora basta. Due sono le opzioni: se ci tiene ancora alla squadra, faccia ciò che ha sempre fatto (ossia cacciare il grano e circondarsi di persone competenti); se non tiene più alla squadra, che passi la mano.

5) Massimiliano Allegri.
Di tutti, è quello che ha la colpa minore. Certo, sì: Muntari ad oltranza, Emanuelson ovunque, ora pure Kakà davanti alla difesa. Ma il materiale umano che ha adesso non gli permette di fare ciò che vorrebbe. Percui inventa. D’altronde, voi, sapendo di essere in scadenza di contratto – che non verrà rinnovato di sicuro – a giugno e dati in partenza su di un treno in direzione Roma questa estate, vi comportereste diversamente?
Allegri ha anche un pregio: mette a nudo – calcando la mano e facendolo apposta finché si vuole – i limiti attuali della squadra. Sia tecnici che soprattutto caratteriali.

6) Codice etico.
Stilare un codice etico non serve ad un cazzo, in questo caso. O i giocatori hanno il “fuoco nelle vene“, o resteranno delle fighette imborghesite; cresta o non cresta, orecchini o non orecchini, tatuaggi o non tatuaggi, gonna pantalone o non gonna pantalone.
Più che un codice etico bisognerebbe, per il milan del futuro, andare alla ricerca di ciò che sir. Alex Ferguson chiamava i “cattivi perdenti”: gente che anche in amichevole avrebbe spaccato l’armadietto a pugni dopo una sconfitta, pronto e voglioso di tornare in campo anche dopo solo un’ora per prendersi la rivincita.

7) Mercato ed allenatore.
Quale che sia il prossimo nostro allenatore a partire dalla stagione sportiva 2014/15, il mercato estivo andrà calibrato a seconda delle indicazioni dell’allenatore. Non più “ti compro i paramentri zero bidoni da raiola, vedi di farli giocare” ma un più consono “servirebbero giocatori in questi ruoli, vediamo se magari – tra i tanti affari – c’è pure qualche parametro zero interessante“. Se non si riescono a prendere parametri zero, vedere al punto 4.

8) Rete di osservatori.
Facciamola, una volta per tutte.

9) Preparazione atletica.
Inizia all’inizio della stagione. Di conseguenza anche il mercato si deve fare all’inizio della stagione.

Pretendo troppo? Probabilmente sì. Ormai il sistema milan è diventato una patologia, un comportamento deviante, un’abitudine difficile da modificare e debellare, se necessario.

Ma se vogliamo tornare ai vecchi fasti sarà bene darci una mossa.
Da subito.
allegri

BRAND – CLUEB TOGO (GALA MC FEAT. PALONZO)

ISCM è il posto più bello che ci sia per un rossonero.
E due geniacci di ISCM (Gaelvis e Palonzo) hanno prodotto quello che dovrebbe essere il vero inno del Milan.

Vi lascio anche le parole, da imparare tassativamente a memoria.

Sono un grande con il Brand
Anche a FIFA soldi non ne spend
guadagno top e twitto un tot
compro a zero e Silvio va a mignott
E questo è il Gallo ooooo top
compro a zero e Silvio va a mignott
E’ un grande Gallo ooooo top
compro a zero e Silvio va a mignott

Oggi voglio andare in Via Turati e dopo in Lega, forse
mangio da Giannino o forse no, chissenefrega
Gando passami la Gazza che son teso,
il giappo non arriva e in altri tempi a marzo già l’avevo preso,
a parte dei tifosi sto sul cazzo oh oh
non sanno quanto io mi faccia il mazzo oh oh
Sono il Gallo mio Dio, il boss del mercato
faccio tutto senza un euro! Non è peccato!
Giro finché ho miglia Alitalia
a volte prendo il Frecciarossa perché il suo fascino mi ammalia
Normale champagne, sboccato in bagn
Faccio karaoke con Preziosi e Kevin Costant.
Compro e vendo giocatori a plusvalenza con Raiola
quando smollo via un campione il bilancio vola,
Vado in una sola direzione
tutto ciò che dice il mio padrone.

Guarda, adesso spacco tutto e compro ADEBAYOR!
Vendo quello con la cresta e faccio affari d’or.
Il Bronzo va di recensioni e ci scova i locali
Stringo mani dappertutto, io non ho rivali.
Stringo mani e lecco piedi, sono fetish Bro
L’hanno visto con le rose! Nel metrò!
Si lo so che lo sapete ero gobbo ok?
La mia vita poi è cambiata nell’86
In Via Turati fa caldo,
Pensa te ho comprato Mesbaldo
In questo ufficio sto talmente tanto,
affranto,
col segno del bracciolo mentre piango,
ripenso, al liquido che avevo: assegni in bianco,
milioni, le fidejussioni,
E’ come se il padrone fosse: Gino Corioni,
Ma a me non si fa,
Mi trovi di là,
Il Brand mi cerca e forse, credo, anche Kakà.


I HAVE A FREAM

«oh oh oooh ooh – oh oh oh oooh
oh oh oh oh – oh oh oh – oh oh oooh

siam venuti fin qua,
siam venuti fin qua,
per vedere alzarelamaglietta/dispensaresorrisi/prendereunfraccodimilioni/sperarechequalchevoltasegni pure Kakààààà»

Milan, kakà

SO LONG AND THANKS FOR ALL THE SHOES

Paradiso e Inferno, peana e bestemmie, pantagonna e pallonate ai razzisti: questo e molto altro era – è – quel tamarrone di nome Kevin Prince Boateng.

Capacità tecniche straordinarie a servizio di una voglia di fare prossima allo zero. Un giocatore così altalenante, soprattutto in questa fase abbastanza abbacchiata della storia del nostro Milan, non poteva durare ancora a lungo.
Noi tifosi – tranne forse qualche sbarbatello bimbominkia – ne avevamo le palle piene già da un anno; credo anche la dirigenza, che alla prima occasione utile – TAC! – l’ha sbolognato. Ciao ciao Melissa, divertiti nelle assolate spiagge di Gelsenkirchen.

In un Milan di ragazzotti con l’arroganza sempre in canna serve qualcuno che si inalberi e dimostri sul campo serietà e spirito di sacrificio. Purtroppo il Boa raramente ha risposto “presente”. Ricordiamo assurde prove contro squadre di dopolavoristi, tiri squinternati da 40 metri, espulsioni direttamente dalla panchina, moonwalk all’Hollywood e problemi di deambulazione in campo.

La nostra fortuna è stata quella di vedere un Boateng stellare l’anno dello scudetto; la nostra nemesi vederlo in pantagonna con la Satta per il centro di Milano.

Perciò goodbye and good luck caro Boa; anche se non so in quanti ti rimpiangeranno.
Tu comunque continua, se puoi, a tramandare la moda italiana anche nelle fredde lande germaniche.