RICOMINCIAMO

Eccoci di nuovo qui.

Lo scorso anno – dopo l’ignobile figura contro il sassuolo – mi ero ripromesso di non scrivere più nulla di Milan fino all’inizio di questa stagione. E così è stato.

Ne son successe di cose, nel frattempo: un Allegri esonerato e ora catapultato sulla panchina più comoda d’italia (juve); un Seedorf salutato come salvatore della patria rossonera e poi trattato a cazzi in faccia peggio del peggior Leonardo; un berlusconi sempre assente ma saldissimo al suo posto per intascare e non scucire un soldo; un Galliani imperiale nel distruggere una squadra – col beneplacito del presidentissimo; un nuovo allenatore – Inzaghi – molto più “yesman” dello yesman Allegri.

Abbiamo un Balotelli, un Emanuelson, un Taarabt, un Kakà, un Robinho, un Amelia, un Constant, un Silvestre, un Coppola, un Pignatone e un Birsa in meno; ma abbiamo un Agazzi, un Diego Lopez,un Menez, un Alex, un Albertazzi, un Armero e un Torres in più.

Purtroppo abbiamo ancora un Abate, un Abbiati, un Bonera, un Muntari ed uno Zaccardo in mezzo ai coglioni.

Quindi, in prospettiva futura non saprei che dire, se non un caloroso:

“Tifosi rossoneri
tifosi milanisti
teniamoci per mano
in questi giorni tristi…”

 
dio buono

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I BELIEVE IN PAZZOLIVO

Perlomeno, ci voglio credere.
Mi spiace di aver perso il Cassano giocatore – godo per il Cassano persona – anche perché ora il più tecnico in rosa resta Robinho.

Eh, appunto.

Ma forse Pazzini assieme al suo vecchio amicone Montolivo potrà tornare ad essere quello visto ai tempi della Sampdoria. In modo anche da resuscitare lo stesso Montolivo, visto molto impalpabile e senza palle nelle prime uscite.
Io ci spero, ci voglio sperare, altrimenti è veramente notte fonda.

Intanto domani pomeriggio parte il nostro campionato, in casa contro la Sampdoria.
Visto che Pato ormai è disperso e verrà venduto già a Gennaio – Inghilterra? Francia? Spagna? – ed è affidabile come il maestro Do Nascimento, il Pazzo ha l’onere dell’attacco rossonero sulle proprie spalle già dopo una settimana scarsa dal suo arrivo.

Bel banco di prova, utile a testare soprattutto gli attributi: innanzitutto vedere se ci sono – merce sempre più rara dalle parti di milanello di questi tempi – e se il ragazzo ha il carattere necessario a diventare un trascinatore, dopo che tutti i precedenti leader dello spogliatoio se ne sono andati altrove.

E poi, magari, vige la regola del gol dell’ex.

Sperando che non lo venga a sapere Maxi Lopez.

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M COME MILANELLO

Il mercato di M sembra essere servito a qualcosa:

M come Merkel: a lui va l’oscar della sfiga. Si spacca proprio quando siamo in piena emergenza a centrocampo. Pazienza. Ci sarà modo di (ri)vederlo in campo più avanti;

M come Mesbah: sembra il meno peggio tra i terzini sinistri orrendi di cui dispone la nostra squadra. Azzecca pure qualche cross e, a Udine, ha eseguito pure una buonissima diagonale salvarisultato su Armero;

M come Muntari: oggi ha iniziato il primo allenamento a Milanello e domani mattina è prevista una prima rizollatura. Ottimo inizio;

M come Maxi Lopez: lo ritenevo utilissimo, soprattutto se avesse dimostrato di essere quello dei primi sei mesi di Catania. La prova a Udine fa ben sperare. Se non proprio un titolarissimo, forse abbiamo trovato un ottimo sparring partner (vi dice niente il nome Jon Dahl Tomasson?).

La partita di Udine è stata essenziale, uno spartiacque. L’abbiamo persa per 75 minuti. Bravo Allegri a rischiare – anche se Nocerino l’avrei tenuto in campo e avrei fucilato Seedorf, sempre più un ex-giocatore capriccioso e umorale. Alla fine abbiamo portato i tre punti a casa, e questo era l’essenziale.

Stasera ci aspetta l’Arsenal in casa: non ho la più pallida idea di che partita possa essere, anche alla luce del fatto che non so quanta voglia di “grande gara” ci sia in casa Milan.

Lo vedremo dalla formazione che metterà in campo il Mister.

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RISVEGLI

3-0 in casa al Palermo, nostra storica bestia nera.
La legge dell’ex questa volta vale per noi («e Nocerìììì noooo faaaaa cciuuuu ngooool»).
Ibrahimovic ha ritrovato la voglia perduta di giocare? Intanto ha ritrovato la voglia di assist.
Robinho serve sempre, anche quando sbaglia gol a porta vuota.
Cassano come Ganz: el segna sempre lu.

Timidi segnali di risveglio?

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CONSIDERAZIONI A MARGINE

Ok. Sono arrivati Ibrahimovic e Robinho. E Papastathopoulos e K.P.Boateng. Pensate che bastino costoro a renderci favoriti?
Continuo a ripetere che ci manca ALMENO un terzino (destro o sinistro che sia, meglio tutti e due) ed un bel centrocampista dai pedi buoni. Solo così la squadra sarebbe veramente completa e candidata alla vittoria sui tre fronti.

Intendiamoci: rispetto al paventato mercato iniziale sottotraccia ogni nome altisonante viene ben accetto. Un po’ come quando, dopo un lungo periodo di dieta ipocalorica assoluta, anche una fetta con la marmellata sembra un tiramisu.
I primi morsi – ossia le prime partite giocate – saranno comunque gustosi, perché tanta e tale è stata l’attesa di avere qualcosa sotto i denti che pure un passaggio orizzontale di 5 metri parrà un capolavoro balistico.

Sarà compito del dietologo Allegri centellinare i nuovi arrivi e trovare la ricetta giusta per sfornare una squadra competitiva: né troppo dolce (tutti e 4 insieme lì davanti senza nessuno che torna) né troppo insipida (sforbiciarne in panchina 2 o 3 su quattro). Nel primo caso risulterebbe stomachevole in poco tempo, nel secondo caso si avrebbe la solita sbobba da 4 anni a questa parte. Ma sono convinto che Allegri sà già le giuste dosi da proporre e, soprattutto, non accetta consigli da parte del padrone del ristorante.

In sostanza quest’anno non partiamo da favoriti, né abbiamo la matematica certezza di vincere qualcosa. A differenza degli anni scorsi però, abbiamo materiale per cui essere felici e per affrontare con tranquillità ogni competizione. Non è detto che si vinca però, a differenza degli anni scorsi, non partiamo nettamente inferiori agli altri.

In pratica, questi due arrivi ci danno qualche speranza in più.
Ma sono appunto speranze, non certezze.

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