E’ TUTT’UN TWEET 21: SASSUOLO 4 – MILAN 3

@IgorTV [https://twitter.com/IgorTV] – hashtag: #SassuoloMilan

– C’è più nebbia nella testa di allegri che al mapei stadium

– Nocerino e Robinho. In campo. Assieme. Non basta la nebbia?

– Cristante in panca. Bene così: come li valorizza i giovani Allegri…

– Falso allarme: Cristante gioca. Allegri vattene.

– Immagini di sky: Honda non capisce come funziona il torello. Bene.

Cris-tan-te [agg. m./f.]: “persona che bestemmia fortissimo ad ogni tocco sbagliato di Robinho”

– Bonera titolare accanto a zapata. Quando non c’è la disgrazia bionda in campo io son sempre contento.

– Occazzo: Schelotto!!!

– Gran sassuolo in questo inizio. Noi per ora difendiamo lo 0-0.

– Uh? Che succede?!? Ha segnato robinho dopo 10 minuti. Sassuolo 0 – Milan 1

– No no, tranquilli: Cristante non è pronto. Ruba palla, scende a destra, serve Balotelli al centro che la spara in porta. 2-0

– Nel frattempo berardi segna in offside micrometrico, ma non importa. Bene così.

– Berardi è un gran giocatore. Bonera e abbiati due mediocri ex giocatori. 2-2.

– No, tranquilli. Non ci serve affatto un portiere. E Rami può tranquillamente marcire in panca.

– Ah, come gestisce le partite allegri non lo fa nessuno.

– Ma il “job act” di Renzi prevede anche l’inserimento di abbiati e bonera ai servizi socialmente utili?

– E comunque un grandissimo berardi. Sassuolo 3 – Milan 2

– Massì. Teniamo ancora rami e poli in panca. Tanto…

– Primo tempo finito. Berardi 3 – Milan 2

– Come si dice «dove minchia sono capitato?» in giapponese?

– Il valore di mercato di bonera è come quello di una duna del 1987

– E dopo un minuto e 43 secondi del secondo tempo, berardi segna il suo quarto gol. Difesa assente. Addio. 4-2

– Insisto: continuiamo a tenere bonera in campo e rami in panca. Perlomeno dopo due minuti avrebbe stroncato berardi a calci

– A questo punto: forza nebbia!!

– Allegri sbrocca. Montolivo e Pazzini pronti ad entrare. Se lo conosciamo bene toglierà cristante e kakà.

– E la gioia di vedere robinho ancora in campo.

– Honda entrerà per robinho

– Per allegri avrei una parola sola: “seppuku

– Non ho parole. E quelle che potrei dire mi costerebbero svariati anni di carcere

– Honda calcia benissimo di sinistro di prima, palo. La palla arriva a pazzini che da un metro centra pegolo. Bravi.

– Ullallà. Moviolone Montolivo segna il terzo gol per il Milan. Siamo a posto così

– Ma basta!!! Pazzini, cristo, traversa da 30 centimetri a porta vuota!

#Rigoreperilmilan non arriva?

– Finita. 4-3 Sassuolo. Partita grottesca e surreale. Siamo in pieno psicodramma

– Diktat alla società A.C. Milan: metter su in spogliatoio, in loop, le parole di Boban e costringere le fighette ad ascoltare.

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81 thoughts on “E’ TUTT’UN TWEET 21: SASSUOLO 4 – MILAN 3

  1. ci sono ci sono.
    Sto soffrendo in silenzio e come un cane, ma ci sono.

    Semplicemente non so cosa dire: mi pare tutto così grottesco e paradossale che va – ed è andata – oltre le mie più cupe previsioni.

    Sto solo aspettando che finisca questa stagione disgraziatissima e vedere se dal 1 luglio 2014 la gloriosa società AC Milan tornerà ad essere, appunto, una società sportiva e non solo un’accozzaglia di mentecatti dove ognuno pensa solo per sè.

    In ogni caso i vostri commenti li leggo sempre, don’t worry.

  2. @ albo
    lo dicevo che siamo in pochi…
    ho nuovamente riflettuto sulla vicenda, ulteriormente complicata dagli avvenimenti di questi giorni. e mi vengono milioni di altri dubbi. a leggere i resoconti, proprietà e amministratori delegati hanno intrattenuto a cena una delegazione della squadra e non so chi altro. in pratica, una congiura in pieno stile “tu quoque, amelia…” (visto che ti piacciono le citazioni, beccati ‘sto cicerone), nella quale la parte di cesare è affidata a seedorf. che non c’era. ora, a parte il pessimo gusto del non invitare la vittima sapendo che leggerà tutto dall’ansa e dalla gazzetta, secondo te qual è l’obiettivo? sperare che clarence levighi gli spigoli della sua leggendaria autostima e si domandi “ohibò, sarà mica colpa mia se questi cialtroni con allegri prendevano due gol a partita e con me ne buscano quattro?”? anche questo, permettimi, è talmente stupido da non meritare un commento. perciò lascio perdere le voci sulla nuova fronda e mi pongo domande serie.

    la mia teoria del complotto probabilmente è meno che fantasia, ma ti ringrazio di averla letta. il problema però si pone, e con impellenza. la questione tecnica ora, finalmente, è prioritaria. l’intervista di maldini deve aver fatto sussultare qualche cistifellea, visto che il giorno dopo nessuno commenta ma la società declama con fare da pescivendolo che i due a.d. vanno talmente d’accordo che cenano insieme per decidere, vivaddio, che si fa se si perdono le prossime due partite. lazio e fiorentina, entrambe in trasferta. di peggio c’erano solo juventus e napoli. il rischio di fare zero punti è altissimo. a proposito, grazie per averci regalato un punto, mi pare che siamo a 35, non a 36. inguaribile ottimista. personalmente, credo che chiuderemo a 44. si avvicina il tempo dei rinnovi e le ultime partite saranno anche con squadre demotivate. in ogni caso, niente europa league, e la cosa mi disturba assai. perciò, seedorf o non seedorf, il vero problema è l’anno prossimo.

    a quanto pare, tra le critiche mosse dall’ex cavaliere del lavoro al cavaliere (lui sì) d’orange, c’è la questione de sciglio, che alcuni giornalisti danno già per venduto. beh, se anche ai piani alti si sono resi conto che il ragazzotto è da tenere, c’è una luce in fondo al tunnel. invece, abbiamo venti, dico venti, giocatori o sedicenti tali in esubero. manco l’alitalia. come si farà a sbolognarli, dio solo lo sa, visto che due mesi fa constant ha rifiutato il napoli (!) e non vedo squadre che possano prendersi i nostri, forse nemmeno gratis. come quasi sempre, occorre un piano b, possibilmente coi fiocchi.

    e di piani b ne abbiamo due stupendi. li hai citati tu: donadoni e prandelli. donadoni è pronto. oltre ad avermi garantito alcuni dei più bei pomeriggi della mia gioventù, è un saggio, esperto, umile, grande uomo. l’ideale per noi, che non avendo l’ambizione di primeggiare subito dobbiamo ricostruire. io sono virtualmente certo che con una guida simile (beninteso, sostenuto e difeso a spada tratta dalla società tutta, altrimenti spero per lui che non venga) la campagna acquisti nemmeno serva. diciamoci la verità: al parma ha resuscitato tanti di quei lazzari da fare invidia all’originale (tra i resuscitatori noti alle cronache). cassano, amauri, schelotto. ha inventato paletta e ha permesso a parolo e a biabiany di esprimersi al meglio. il tutto con l’eleganza dei modi tipicamente zen-bergamasca. beh, da noi potrebbe fare lo stesso e anche di più. anche con questa rosa, senza aggiungere nessuno ma soltanto una normale gestione dei contratti in scadenza (non ne rinnoverei nemmeno uno), dei rientri dai prestiti (mi terrei forse solo matri) e degli acquisti (un portiere e un terzino sinistro). stop.

    oppure prandelli, con lo stesso discorso fatto per donadoni. eppure, io una speranziella ce l’ho: che seedorf si rimetta in pista. ho molta stima del ragazzo (non quanta ne ha lui di sé stesso, ma sarebbe impensabile) e tra tutti i nomi che circolano (compresi inzaghi e spalletti, entrambi bravissimi) credo che clarence sia l’unico che possa un giorno diventare un top manager. e secondo ma la strada che potrà portarci in un futuro non troppo lontano a competere di nuovo ad alti livelli passa dall’individuazione di un generale all’altezza. uno di quelli che, insieme ad un sovrano che non interferisce, garantiscono la vittoria. non lo dico io, lo dice sun-tzu. e sun-tzu raramente sbaglia.

    ps. ieri sera ho visto united-olympiakos. ma ditemi una cosa: è lo stesso gioco che facciamo in italia? le regole base mi sembravano le stesse, per il resto è un altro sport. speremm.

  3. @ ma
    scusa ma mi ero perso il tuo commento. 🙂
    ci penserò seriamente, ma forse mentre scrivevo ero già sotto l’effetto di qualche sostanza proibita. in ogni caso, ottima sintesi. complimenti.

  4. Non so, non so. Non so perché si continui a fare un gran parlare di allenatori. Io resto dell’idea che l’allenatore sia un valore aggiunto. Un po’ tipo un portiere, se vogliamo, che ti apporta casomai 5-6 punti in più, tipo. Senza il materiale umano fallirebbe anche il miglior allenatore. Certo, tra il migliore e uno scarso ne passa di acqua, ma tra il migliore e uno nella norma, non troppa. Almeno, con questa situazione a livello di rosa.
    Parliamoci chiaro, il Milan va rifatto. Salvo forse 3 elementi, suppergiù, il resto è da buttare. Tra chi è un montato, chi strapagato, chi ha problemi di modulo e chi è solamente scarso, non puoi presentare una squadra simile. Una squadra, è vero, è composta anche da gregari, ma qui manca l’ossatura.
    Oddio, manca anche un progetto.
    È una dirigenza, tipo.
    Vabbe, avete visto i gol di Pirlo ultimamente? 🙂

  5. @ francesco

    Francamente, non so cosa dire. Forse siamo in una fase di transizione. Forse siamo precipitati in un buco senza fondo, dove la proprietà è tale solo per inerzia ed abitudine ma è ormai prima di quella spinta a migliorare e a migliorarsi che tiene in vita tutte le aziende in qualunque campo.
    Ho come l’impressione che Seedorf, più che essere un maresciallo di campo, sia un perfetto generale. Sia, cioè, più adatto a fare il dirigente che a fare l’allenatore. Siamo d’accordissimo, vedo, sugli allenatori. Ma c’è un problema. Soprattutto Donadoni, ma anche Prandelli e forse Spalletti, sono persone pragmatiche nello svolgimento e nella gestione del proprio lavoro e del proprio ruolo, non guardano in faccia a nessuno, non sono dei leccaculo, non accettano ingerenze sulla gestione tecnica, non si fanno fare la formazione e non accettano compromessi. Il giocatore fa il giocatore, il dirigente fa il dirigente, il padrone mette i soldi e io decido per la parte tecnica e gestionale del gruppo. Proprio il contrario del dipendente-tipo alla corte ed alle dipendenze dei Berlusconi. Infatti Sogliano, che è abituato a fare tutto da solo e a decidere autonomamente, nicchia parecchio perché sa dove andrebbe a finire e soprattutto con chi avrebbe a che fare.
    Manchester-Olympiakos un altro sport? E’ da decenni che in Italia si gioca un altro gioco. Con Sacchi abbiamo preso coscienza di un nuovo modo di essere e di proporsi. In cambio abbiamo avuto un dominio assoluto in Europa. Non solo come capacità finanziarie, ma anche como modo di proporsi in campo. Dal 1989 al 1999 abbiamo avuto in Coppa UEFA dieci squadre italiane in finale su undici partite. Vincendone otto e quattro finali erano derby italiani. In Coppa Campioni o Champions League che dir si voglia, dal 1989 al 1998 abbiamo avuto otto squadre italiane in finale su dieci, e otto consecutivamente. Guarda ora. Lasciando perdere noi che siamo una squadra di buffoni (già mi immaginavo i saldi di gioia in quel di Atletico Madrid al momento del sorteggio…) la nostra squadra guida, il sole fulgido, la potenza incommensurabile del nostro calcio è stata sbattuta fuori in un girone ridicolo con danesi e turchi, vincendo una sola partita, in casa contro i potenti danesi, e con due rigori. Se la Juve è conciata così, figuriamoci noi.
    Vorrei tanto che soprattutto il Milan potesse minimamente diventare competitivo almeno in Italia. Ma per fare questo non è sufficiente Donadoni. Dobbiamo fortemente cambiare l’organico. Ma non abbiamo nemmeno l’ombra di una classe dirigente e soprattutto non abbiamo il Direttore Sportivo. Nè una strategia chiara, e non potrebbe essere altrimenti, in questo casino. Ma dobbiamo sbrigarci. Perchè le squadre si costruiscono ora, e non a giugno.

    @ igor

    Piacere di rileggerti. La sofferenza è indicibile. Il momento peggiore del weekend è il momento in cui gioca il Milan. Ma si può finire così? Tutti noi speravamo che si potesse mettere una pezza all’emorragia di risultati e di figure di palta. Ma disgraziatamente non è così. Anch’io sono curioso di vedere cosa succederà nei prossimi mesi, e soprattutto a luglio. Ma ho come l’inquietante sensazione che cambierà poco. Che molti dei buffoni ora presenti ce li ritroveremo. Se non quasi tutti. E la corsa dietro ad Alex, trentatreenne pedatore di difesa stanco e demotivato pronto per l’ennesimo Parametro Zero è li a dimostrarcelo.

  6. Ci sono anch’io. E scriverei anche, ma sono talmente tante le cose che restano sul gozzo che, alla fine, mi prende la criminalità e cancello tutto con un “fanculo al mondo”.
    La cosa che attualmente mi preoccupa di più è l’assordante silenzio della società a fronte dei continui attacchi destabilizzatori provenienti dalla stampa.
    Boh, mi sembra di essere tornato ai tempi di Farina

  7. Ragazzi, scrivere su questo blog è l’unica arma che ho e che abbiamo.
    Non è molto, lo so benissimo.
    Anzi, è veramente pochino pochino. Non ci caga nessuno se non noi stessi che passiamo il tempo a raccontarcela su e a piangerci reciprocamente sulle nostre spalle, e non siamo in grado di escogitare altre forme di protesta. Rimangono solo le buffonate della pseudo Fossa dei Leoni (o quel che miseramente ne rimane…) che marciano e urlano e berciano sempre contro gli avversari al momento più indifesi, senza identificare il vero problema e gli autentici responsabili per motivi venali e di comodo, non concentrandosi così sugli obiettivi e sulle metodiche da adottare per CONTRIBUIRE a risolverli. Mai una critica a quei casinisti dei Berlusconi, per esempio. Cosa che sarebbe anche comprensibile, visti i “favori” di cui godono ‘sti curvaioli da strapazzo.
    Ma se fossero depositari di prerogative di intelligenza e di elasticità mentale, non parleremmo di quei gorilla cerebrolesi che attualmente sono. Sperando che qualche gorilla a questo punto non mi quereli.
    Avessi la possibilità di organizzare altre forme attive di protesta lo farei. Ma non ce ne sono. Facessi il giornalista, per esempio, gli farei un culo così ogni giorno che Dio manda in terra. Un culo così a tutti. Proprietà, dirigenza, ecc. ecc. Ma non sono un giornalista.
    O se avessi la possibilità di essere proprietario anche di solo un paio di azioni, gli romperei gli zebedei ad ogni riunione coi soci. Ma non si riesce a scalfire il mondo chiuso ed inaccessibile dell’azionariato Milan. Per cui, anche qui, ciccia.
    Non vi voglio criticare, non vi voglio dare lezioni e tanto meno rifilarvi noiosi e spocchiosi sermoni. Ma mi dispiace che soprattutto da parte delle due colonne del blog (igor e giorgio) perduri il silenzio e la rassegnazione. E non sono d’accordo che sembriamo il Milan di Farina. Siamo peggio.
    Perchè Farina di soldi non ne aveva, e si barcamenava con quel poco che poteva fare. Questo buffone di Arcore, invece, dopo aver spremuto il Milan per i suoi miseri scopi, lo sta facendo ammuffire coma una buccia di limone nella pattumiera. Tenendosi i soldi. E permettendo iniziative cervellotiche alla sua capricciosa figliola spattendosene i pendoli delle conseguenze e dei disastri che combina quotidianamente (una per esempio, ancora non l’ho capita. Perchè cambiare sede? Via Turati non andava bene?).
    Per usare una di quelle citazioni che a me piacciono tanto e che spesso Francesco mi rinfaccia, vi ricordo cosa disse una volta Che Guevara (detto da uno di destra, vi dimostra comunque quanto io stimi questo monumento della sinistra rivoluzionaria e popolare):
    “CHI COMBATTE PUO’ PERDERE. CHI NON COMBATTE HA GIA’ PERDUTO”.
    Non smettiamo mai di stare sul pezzo. Per quel poco che possiamo.

    Bye a tutti

  8. riepilogo. albo, il nostro ruolo è questo. guardiamo, ci facciamo un’idea, commentiamo. non possiamo fare molto di più perchè gli elementi che abbiamo a disposizione sono di seconda mano (i giornalisti, che le mani neanche ce le hanno tanto pulite) o di terza mano (le voci riportate dai giornalisti, quindi peggio ancora). se tu fossi un giornalista e gli facessi il culo, non ti rivolgerebbero nemmeno la parola e non potresti più fare il tuo lavoro (seedorf ha convocato i singoli reporter in camera caritatis per spiegare cosa possono dire e cosa no. una porcheria ributtante. almeno così dice giulio mola). a volte faccio pensieri cattivi sull’informazione. penso che chi racconta il calcio (la vita in generale, vale per tutta l’informazione) dovrebbe essere a metà distanza tra la fonte e il lettore, per essere credibile. eppure quando il giornalista incontra l’addetto ai lavori sono baci e abbracci, se parla con uno spettatore (che è colui che lo paga, non dimentichiamolo mai) sembra che gli faccia un favore, non si sbottona e, se lo fa, mente. ma tant’è.

    gli azionisti, stessa pappa. c’è un tizio, di cui non ricordo il nome ma solo la faccia e la verbosità improbabile, che ha un paio di azioni del milan dai tempi di colombo o di farina, e a parte andare alle assemblee dei soci e qualche volta su telelombardia non si vede mai. ma anche potendo vederlo, che ne sa lui di cosa accade ad assemblea finita? lì si discute il bilancio, che è figlio di scelte tecniche e societarie che a quel punto sono già state fatte, giuste o sbagliate che siano. ma forse è meglio così. quando sento che una delegazione di tifosi viene ricevuta dalla società e dalla squadra e che balotelli ascolta, tace e annuisce, penso due cose: primo, non mi sento più di tanto rappresentato, come tifoso (se ricevessero me i discorsi sarebbero ben diversi). secondo, una volta terminata la buriana, ognuno per la sua strada. non so quanto una cosa del genere possa impattare sulla vita dei nostri eroi milionari, al massimo gli rimanda di un’oretta la cena. ma che ci siano dei problemi lo sanno benissimo anche da soli.

    la sede credo sia stata cambiata per scadenza di contratto, perchè era troppo piccola per due a.d., per dotare il milan di un altro asset (credo che la nuova sia in proprietà) o per espandere le attività all’interno. non lo so. non credo sia fondamentale, è solo che a noi ultratradizionalisti via turati piaceva assai. via aldo rossi a malapena sappiamo dov’è. ci faremo l’abitudine.

    la rosa secondo me non va cambiata. non so voi, ma per quel poco di calcio che vedo in chiaro, le grandi squadre (non le top, quelle al livello della juventus) hanno qualche grosso calibro ma anche un sacco di gregari. la differenza è che sono allenati, motivati e funzionali. in una grande squadra, da che mondo è mondo, ci sono 4 ruoli chiave: portiere, difensore centrale, centrocampista centrale, centravanti. gli altri sono corollario. beh il milan con 4 acquisti (secondo me ne bastano 3) diventa una grande squadra. quello che manca è che siano allenati (in europa corrono il doppio), motivati (non devono mollare mai) e funzionali (“se ti serve un batterista, anche il miglior violinista al mondo non ti serve”).

    gli allenatori secondo me valgono un po’ di più di 5-6 punti. la juventus (scusate se non abbrevio mai in “juve”, ma vezzeggiare in qualsiasi modo quei figuri non mi riesce proprio) ne è la dimostrazione palese. conte vale 5-6 punti? io dico di no. inoltre, albo, il motivo per cui donadoni non è ancora da noi non è la sua indipendenza intellettuale. perfino allegri, inviso al capo da tutte le angolazioni, faceva come gli pareva. donadoni (dicono i giornalisti, quindi non so se sia vero) non ha il giusto appeal mediatico. anche de laurentiis lo ha cacciato, pare, per lo stesso motivo. in fondo, credo, se seedorf fallisce e va via, arriva lui. il miglior calciatore italiano degli anni ’90, disse platini. da un lato ci spero, dall’altro mi auguro che seedorf vinca tutte la partite da qui al 2016, perchè seedorf è l’allenatore del milan. e quello che interessa a me è solo il milan.

  9. Non so. Forse sono un ingenuo. Forse sono un inguaribile romantico. Forse sono fuori tempo, fuori luogo e fuori posto. Ma disprezzo i giornalisti asserviti. Quelli tutti sorrisi e moine. Da Mediaset a RAI3. Dal Libero alla Repubblica, con leccaculate sparse e continue. Adoro i giornalisti che operano sul campo, che commentano dalla trincea, che sono nel luogo d’operazioni. Nel vivo della notizia e dei fatti. Non in albergo a seguire i tiggì locali. Odio i fotografi che paparazzano anche se anche loro “tengono famiglia”. Amo quelli alla Robert Capa, quelli che fotografano o filmano gli orrori e gli errori. Quelli che a volte ci rimettono anche la buccia. Non questi qui, imbrattacarte da strapazzo qualunque sia il segmento di interesse che li riguarda. Per me lottare non significa mettersi in gioco solo per vincere. Significa non dare tregua all’avversario, incalzarlo, costringerlo all’errore, costringerlo sulla difensiva. Poi sarai anche più forte o più potente e vincerai comunque. Ma senza portarti via la mia anima, questo è certo.
    In quanto a Seedorf, adesso pare che gli abbiano dato l’ultimatun delle prossime due partite. Allenatore a scadenza e con due scontri che non sono proprio contro la Scafatese e il Borgo a Buggiano. Tanto casino per fare fuori Allegri, tanto sbattersi per sponsorizzare un allenatore, che allenatore non è, che ha preso il patentino su internet probabilmente studiando sulle dispense, tanto impegnarsi economicamente con 2,5 milioni netti all’anno fino al 2016, che adesso rischia anche di essere rimandato in Suriname dopo tre mesi. Manco avessimo come presidente quel fenomeno di Zamparini. Capacissimi di richiamare Allegri, anche.
    Allenatore in scadenza bisettimanale come uno stracchino senza conservanti. Non ci posso credere. E come tutor Galliani, che non lo può vedere, a Seedorf.
    Adesso sì, che mi sento come igor e FratelGiorgio, e mi scappa la voglia di andare avanti.
    Ogni cinque minuti c’è una notizia che è peggio della precedente.
    E’ proprio vero.
    Al peggio non c’è mai fine.
    Mi domando cosa ci riserveranno i prossimi giorni.
    Bah…..

    Bye

  10. ok, ci siamo. finalmente. galliani si occupa della squadra e non di tutto il resto (infatti alla presentazione della sede non c’era), barbara è in giro a cercare soci e sponsor e seedorf ha messo in campo un bel 4-4-1-1 con kakà seconda punta. in europa non si andrà, ma la strada è giusta. forza ragazzi.

  11. bene, abbiamo vinto anche a genova, soffrendo come le squadre vere. e seedorf gongola sempre di più, se non lo fermano il suo ego esplode. grande.

    ieri sera ho dato un’occhiata alla nuova sede del milan in via aldo rossi. una sciccheria, opera del più bravo, più trendy e più noto tra i progettisti milanesi (anche se è pugliese). dentro c’è di tutto: la sede, il museo, milan lab, gli uffici, la sala dei trofei, lo shop, lo spazio per i tifosi, il megaschermo, il ristorante. tutto, insomma. una vera libidine, da fare invidia a chiunque.

    ho sentito che all’inaugurazione ci saranno frizzi e lazzi, ricchi premi e cotillon. giocatori e dirigenti in uno show all’americana. l’intero armamentario da sfoggiare in occasione di un vernissage di livello top, in una location che sarà la casa del milan per molti anni.

    ebbene, la domanda sorge spontanea, ed è una domanda senza alcuna malizia (per chi ci crede): lady barbara & company continuano a dire che vogliono costruire lo stadio. ma se hanno deciso di mettere in un palazzo in città tutto quello che normalmente le grandi squadre mettono dentro il loro stadio, non sarà per caso che hanno già deciso che lo stadio non si farà? qualcuno me lo sa spiegare “come se avessi sei anni”?

  12. Bene.
    Dieci punti in quattro partite e salvezza raggiunta con largo anticipo.
    Bravo Seedorf.
    E bravi anche i ragazzi, che con un poco di culo e soffrendo come solo le squadre provinciali soffrono hanno raggiunto l’obiettivo. Giocando praticamente come dovevano fin dall’inizio. Testa bassa, tutti a pane ed acqua, fare legna in mezzo al campo e distribuire anche qualche bella randellata ogni tanto. Sperando anche in un poco di buona sorte. Senza voli pindarici ed atteggiamenti presuntuosi da nobile decaduta.
    Perchè di partite convincenti, per usare un po’ di eufemismo, salverei solo quella con il Chievo. E un poco Firenze (che finalmente adesso staranno zitti, ‘sti pischelli bucaioli del cazzo). Lasciamo perdere lo spettacolo un pochino mortificante offerto con Lazio e Genoa. Si potrebbe anche dire che, viste le prossime due con Catania e Livorno, ci si potrebbe anche gasare un po’ e sperare nell’Europa League. Ma non lo faccio e non lo spero perchè altrimenti questi buffoni che abbiamo in società sarebbero capaci di trasformare questa cacca di stagione in qualcosa di mirabolante. Ma ricordo a tutti che questa striscia miracolosa che ci ha fruttato dieci punti, ci ha permesso, oltre che a salvarci, di passare dalla 13^ posizione all’11^.
    Avessi detto…..
    Siamo ancora nella parte destra…..
    Tenterei la rincorsa non foss’altro che per estromettere l’Inter anche dall’Europa League.
    Anche se forse sono più vicini a farlo sia la Lazio che il Parma (che l’Inter deve ancora incontrare, peraltro…). Pensare che possano aspettarci tutt’e tre, oltre a Verona, Atalanta e Torino mi sembra troppo, francamente.
    San Siro spento al mercoledì (o martedì… o giovedì… fate voi…) per un intero anno sarebbe inverosimile ed inaccettabile. Ma è anche la fotografia di quanto Milano nel calcio si sia ormai rassegnata ad una presenza ai margini. Una presenza ai margini in un torneo già ai margini di suo, in Europa. Che tristezza!
    Ora, visto anche l’impegno particolarmente oneroso che la società ha sostenuto per la nuova sede, mi aspetterei l’ingresso di nuovi soci. Non saprei quali. Gli arabi o giù di lì mi sembrano un pochino capricciosi (vedi Malaga). Volubili, supponenti e presuntuosi. Oltretutto, non mi sembra che con i loro petrodollari abbiano fatto e stiano facendo mirabilie. Manchester City e PSG docet, mi pare. Dei russi non mi fido (vedi Ucraina, Crimea ed altri esempi del loro mai sopito imperialismo del cazzo. Altro che americani. Sono loro che sono sempre stati imperialisti e guerrafondai. Da novant’anni. Dal 1917. Ma come avete fatto a non capirlo? Bastava leggere un poco di storia. Quella vera, non quella che ci hanno propinato per decenni).
    Tornando a bomba….. non so come far capire ad un bambino di sei anni che B.B. ed il suo papino (che si ostina a desiderare di occuparsi di più del Milan, ma che non lo fa mai…) si arrabattono in una serie di iniziative magari anche lodevoli, interessanti, futuristiche e dal grande impatto mediatico e commerciale, ma che, stringi stringi, ancora non risolvono il grosso problema del rinnovamento e del rafforzamento della rosa. Sempre che di questo, nel Milan, a qualcuno interessi ancora. Il prode Silvio, insiste nel dire che il Milan si deve autofinanziare.
    Benissimo.
    Dato che la Champions non è più raggiungibile da ottobre scorso e l’Europa League una chimera sia per l’enorme numero di squadre che abbiamo davanti sia perchè sarebbe a mio parere grottesco che una squadra di mentecatti come la nostra arrivi a disputare una coppa, come avevo già subodorato da tempo ho paura che ALMENO il 90% dei zozzoni ora presenti ce li ritroveremo anche l’anno prossimo. Anzi, magari non avremo più Balotelli e De Sciglio, come minimo. Mancando i soldi delle coppe, mancando i soldi del padrone, mancando i soldi dell’indotto che non abbiamo, andrà bene se prenderemo un barman ed un magazziniere. Magari in prestito dal bar all’angolo e dalla Gondrand. Per cui la domanda sorge spontanea. Al di là della sede futuristica tutta vetri, cristalli ed acciaio, fermo restando l’immobilismo rinnovativo, l’impasse dirigenziale, il menefreghismo e la lontananza padronale, il vuoto nelle parti strategiche dell’organigramma operativo e l’incompetenza diffusa, vorrei sapere a questo punto dalla Famiglia Berlusconi per quanti anni hanno ancora intenzione di propinarci gli spettacoli pietosi che siamo stati costretti a vedere quest’anno.
    Qualcuno me lo sa dire? Così….. come se avessi sei anni…..

    Bye

  13. BASITO. Non c’è altro termine per definire il mio stato d’animo vedendo ciò che succede in casa Milan. Un allenatore che si sente forte perchè scelto direttamente dal presidente. Un a.d. che si sente forte per un’amicizia (devozionale) più che trentennale con il presidente. Un secondo a.d. (che già è una cosa inconcepibile) che si sente forte perchè figlia del presidente. Un presidente che a parole dice che si occuperà di più del Milan e rimane in silenzio davanti al caos che si sta generando. Si parla di cessioni importanti per acquistare giocatori … importanti. Ordine dice che non si può paragonare questo Milan al Milan di Farina. Vero, mi ricorda quello della guerra Rivera/Buticchi. BASITO.
    P.S. presidente, ha affermato che se i tifosi piangono, lei piange e ci rimette pure 50 mln all’anno.
    Ora, pur ringraziandola infinitamente per le gioie passate, capendo benissimo le attuali difficoltà economiche (un po’ meno certe logiche di mercato calcistico), venda. Anche se, lo ammetto, mi spiacerebbe molto, ma VENDA. Se è un peso fare ciò che un presidente (di calcio) deve fare, VENDA. Oppure, metta ordine in quella torre di Babele che è diventata il Milan.
    Grazie e sempre FORZA MILAN

  14. Beh la brutta aria che tira al milan ultimamente, tra presidente latitante (se non fosse così vecchio lo sarebbe anche per la giustizia italiana), tra l’a.d. geometra, che poveretto, fino ad oggi è sicuramente stato uno dei migliori al mondo, ma ormai ha perso credibilità, e l’altra a.d. che secondo me vorrebbe pagare gli stipendi in natura, ma i giocatori hanno di meglio, molto meglio, la si può respirare vedendo le difficoltà che ci sono a riscattare Rami e Taraabt….
    Ora se non abbiamo 20 milioni per riscattare sti due, che non saranno Thiago Silva, Nesta, Maldini o Baresi e neppure Messi, Ronaldo, Kaka (di un tempo) …ma sono sempre 2 gran bei giocatori, siamo messi davvero male….
    Io dico, scusate ma se un ranocchia o un bonucci sono stati pagati circa 15 milioni, il dolce Rami non ne vale 12?? ma con 12 milioni chi si compra???
    Ora se un Giovinco a caso è costato circa 25 milioni, il buon Taraabt non ne vale 8?? Ma con 8 milioni cosa vuoi farci?
    Il latitante ha rotto i coglioni con la storia che il milan gli costa 50 milioni l’anno….l’anno scorso gli è costato 6 milioni, quest’anno forse 12 o 13….non ricordo…
    Se almeno sti 50 milioni li cagasse per gli acquisti…..
    Però non si lamentava quando grazie al milan arraffava ricchezze e prestigio in giro per il mondo….

    Ciao a tutti e auguroni di buona Pasqua.

  15. @ FratelGiorgio

    Io, amico mio, non te lo voglio nemmeno dire il mio stato d’animo. Per niente ottenebrato dalle cinque vittorie consecutive (che mi auguro inutili ai fini del raggiungimento dell’Europa League, nel senso che Inter e Parma si qualificheranno per conto loro. Se così non fosse, ci aspetterebbe addirittura un preliminare, e comunque mi auguro che affronteranno questa Coppa con la dovuta serietà. Ma ho seri dubbi…..) rimango di sale nel vedere l’assoluta immobilità operativa, il vuoto dirigenziale ed istituzionale (nel senso che mancano figure strategiche come il D.S. e come l’ormai cronico non-presidente-assente), la confusione organizzativa, il vuoto di potere e la lotta nemmeno troppo nascosta tra due A.D. che l’unica cosa che sono capaci di fare è quella di far ridere tutto l’universo imprenditoriale e sportivo perlomeno in Occidente.
    Il Presidente (chiamiamolo così…) afferma che a lui, oltre che soffrire, gli tocca sborsare pure una paccata di milioni. Ma davvero! E allora che straminchia ci starebbe a fare, lui, lì nel Milan? Il contemplativo? La cosa che deve fare è quella di sborsare i milioni, per la miseria! Pregando solo di avere alle proprie dipendenze gente che glieli faccia spendere come si deve.
    Punto.
    Cosa crede, che ci muoviamo tutti a pietà e compassione perchè lui poverino deve sempre mettere mano al portafoglio? Quando questo gli serviva per pubblicizzare la sua figura imprenditoriale e politica allora andava bene, o per pagare quell’arpia della moglie, o la sarabanda di puttane che è abituato a frequentare. Adesso che non gli serve più, si lamenta, nicchia e fa il furbo.
    E allora, come dici tu, venda. Una bella quota di maggioranza a qualcuno di affidabile, non a un puttaniere russo come lui o a qualche stramiliardario arabo dell’ultima ora, Ma a qualcuno di serio, se lo conosce.
    Altrimenti stia zitto e si ridia da fare. Perchè questo sarà anche il nostro futuro sportivo, ma questo limbo senza senso pieno di situazioni da metà classifica tipiche del Milan di Duina o di Farina ancora non riesco a digerirlo. Forse in un futuro prossimo succederà. Ma per adesso ancora non del tutto. Anche se so che mi dovrò rassegnare, purtroppo.

    @ Freccia

    Con te sarò più breve. E, purtroppo, anche più drastico.
    1) Rassegnati (e rassegnamoci tutti) a non vedere più nè Rami nè tantomeno Taarabt. La faccia di Galliani al gol di Taarabt contro il Livorno la dice lunga. La dice lunga sulla consapevolezza che mai e poi mai ci saranno i soldi per riscattare anche uno solo dei due. Sembrava avesse l’espressione di quello che non sapeva che parole trovare per giustificare la non conferma di Rami e Taarabt. I quali, per l’amor del cielo, saranno anche bravini e simpatici. Ma non sono Messi e Thiago Silva. Saranno anche belli da vedere e nel Milan attuale spiccano, ma sempre Rami e Taarabt sono. Un centrale difensivo ai margini di una società già ai margini del calcio che conta in Spagna, e un attaccante con molte panchine e poco campo nell’organico dell’ultima del campionato inglese. Rendiamoci conto anche di questo. Eppure, pare non si sappia come riscattarli. Perchè nopn ci sono soldi. Ecchecazz!!!!! ma cosa siamo? La Nocerina? Con tutto il rispetto, naturalmente…..
    2) Rassegnati (e rassegnamoci tutti) a perdere quei pochi pezzi “pregiati” (per così dire…..) che ancora abbiamo in organico. Mi riferisco a Balotelli, De Sciglio. Magari anche Cristante e El Shaarawi. Altri non me ne vengono in mente, il che è tutto dire.
    Mancando i soldi della Champions, mancando i pochi spiccioli dell’Europa League, mancando da anni i liquidi della proprietà (o presunta tale), diminuendo drasticamente gli investimenti degli sponsor, ecc. ecc., diventa dura anche abbozzare un programma di intervento, anche solo per tirare sera in sede, o per far finta di fare qualcosa, o anche per illudersi di CONTARE qualcosa, nel panorama calcistico nazionale.
    3) Soprattutto rassegnati (e rassegnamoci tutti) a una serie di campionati di rincalzo. Sperando che siano solo di rincalzo e non peggio. Perchè è a questo che siamo destinati. I campionati di vertice rimarranno una chimera, e la champions la rivedremo solo sfogliando l’album delle figurine Panini. Dovremo fare campionati come questo che sta per concludersi ancora per anni e anni. Quest’anno ci è andata bene, ma non è detto. Anche se devo dire che se non siamo retrocessi con quest’accozzaglia di buffoni mentecatti e drizzabanane perecottari da strapazzo, allora difficilmente retrocederemo. Ma non è detto.
    Ricordatevi e ricordiamoci che al peggio non c’è mai fine, nella vita.
    Forse non sarò stato breve. Ma drastico e chiaro, credo proprio di sì.

    Bye a tutti

  16. Giusta sconfitta in quel dell’Olimpico romano.
    Come era anche nelle previsioni, peraltro.
    Dopo aver racimolato più o meno gloriosamente (più meno che più, in verità…) 16 punti in sei partite contro le squadre più depresse della classifica, abbiamo sfasciato il nostro naso contro il muro giallorosso. D’altronde, anche questi 16 punti mi parvero e mi paiono tuttora un poco farlocchi. Frutto più di circostanze favorevoli che di una vera svolta tecnico tattica. Non dimentichiamoci che abbiamo battuto Chievo, Livorno e Catania (non propriamente la creme de la creme del calcio europeo…) con poca gloria, Fiorentina e soprattutto Genoa fuori con POCHISSIMA gloria, e pareggiato con la Lazio. Al primo ostacolo serio, ovviamente, ciccia.
    Fatti salienti:
    1) Primo tiro in porta al 70 minuto. Grandi!
    2) Balotelli irritante come non mai. Indisponente, spocchioso, inutile e maleducato. Speriamo se ne vada.
    3) Assodata (se ce n’era bisogno) la profonda inadeguatezza a calcare certi palcoscenici, ed a vestire certe maglie se non grazie alla quiescenza ed alla incompetenza di certi nostri loschi figuri travestiti da dirigenti e proprietari del nostro glorioso Milan. Mi riferisco a Constant (tristemente saltato ogni volta che, compresi i raccattapalle, qualcuno gravitava sulla sua fascia di competenza. Del resto….. da uno che faceva fatica a trovare posto nel Chievo, che ti puoi aspettare?), a Mexes (che questo individuo guadagni milioni, mi fa pensare male sull’onestà di Galliani…), a Muntari (assolutamente evanescente, ma trattasi di scarto dell’Inter, non dimentichiamocelo…) e a Honda (chiara operazione di puro marketing e basta).
    4) E qui arriviamo a Seedorf e conseguentemente alla proprietà. Mi aspettavo molto di più, ma devo ricredermi. E da quando ha accettato i “consigli” su che tipo di schieramento adottare che non fosse il suo famigerato 4-2-3-1, fa di tutto per presentare squadre bizzarre, per usare un eufemismo. Che giochino Constant e Honda al posto di Poli e De Sciglio o anche Abate mi sembra una colossale boiata. Poi, magari, sbaglio io. Però…
    5) Ma anche l’acquisizione del prode olandese mi pare proprio frutto di improvvisazione. Mi domando come si possa mettere sotto contratto per due anni e mezzo uno che non solo non ha mai allenato a certi livelli, ma non ha mai allenato proprio!
    Un contratto del genere lo faccio a Prandelli, a Donadoni, a Spalletti, anche. Ma non a uno che non conosco, solo in base ad all’intuizione di uno che non ha mai capito una mazza di questo gioco, oltretutto. Solo che il padrone è lui, e quindi si fa quel cazzo che vuole lui. Peccato che ora Seedorf te lo devi tenere. Perchè se non hai i soldi per Taarabt e Rami, tanto meno ti puoi permettere il lusso di buttare una decina di milioni abbondanti per continuare a pagare l’olandese. Spero che qualche vecchietto dell’ospizio dove andrà a fare il pagliaccio gli apra il cranio con una padella, così ce lo leviamo di torno una volta per tutte, finalmente.
    Dalla politica e dal calcio.
    La vera cosa buona di questa sconfitta, è che probabilmente ci toglie, come è giusto e doveroso, da qualsivoglia velleità di Europa League. Ci mancava anche solo che quest’Armata Brancaleone potesse fare le coppe. Ma per favore…..!

    Mi sembra a questo punto doveroso cambiare argomento, tralasciare queste minime miserie per percorrere i dolorosi sentieri della vita, associandomi al dolore per la scomparsa di Tito Vilanova al termine di uno straziante calvario durato due anni.
    Possa la famiglia trovare conforto nel fatto che ora il povero Tito si trova in un posto dove dolore non c’è, e dove nessuno può più fargli del male.
    R.I.P.

    Bye

  17. Ho volutamente desiderato trattare a parte gli exploit di Robinho, Abbiati e Barbara Berlusconi.

    ROBINHO. Purtroppo per lui, si è fatto notare solo per l’intervento di Toloi. Non solo inutile, ma vigliacco, pericoloso ed infame. Un intervento di quel genere, a quel punto della partita, in quella posizione di campo e al termine dell’ennesima figuraccia sua e del Milan lo squalifica definitivamente, squalifica la società che continua ad avere in organico bulli da discoteca di perifieria come lui e Balotelli, e squalifica tutti noi tifosi oltre che il Milan come marchio storico. Un conto è la vigoria atletica, un conto gli interventi proditori e pure alle spalle. Potevamo mandare via l’inutile brasiliano prendendoci quei quattro soldi che ci dava il Santos ed utilizzare quei denari per qualcosa di utile. Ma tant’è….. ormai il Milan è tutto fuorchè una società di calcio. E ‘ solo un caravanserraglio patetico che velocemente si avvicina al bordo dell’abisso. Con il dramma aggiuntivo che manco se ne stanno accorgendo. Purtroppo per noi. Perchè se precipitassero dal dirupo solo loro schiantandosi sul fondo alla fine ci farebbero un favore. Peccato che nel disastro saranno coinvolti anche noi ed il Milan. Amen.
    ABBIATI. Malgrado le sei partite positive, la sequenza di topiche clownesche dell’una partita ogni tre continua imperterrita. Ne sono un esempio il goffo intervento sul gol di Motta del Genoa e l’accartocciamento in stile polipesco sul 2-0 di Roma. Che se fosse rimasto fermo, senza fare tanta scena e d evitando di miscelarsi come un frullato, avrebbe respinto di piede in fallo laterale. Vabbè. Questo abbiamo, e questo ci dobbiamo tenere.
    BARBARA. L’ineffabile fanciulla (e cerco di mantenermi sull’educato, questa volta), se ne è uscita affermando che (testuale): “la Roma sì che è organizzata bene….. la superiorità è stata schiacciante…..”, ma soprattutto “non spetta a me giudicare Seedorf”.
    A chi spetta allora?
    A te che l’hai voluto all’improvviso non spetta.
    A papino che gli ha dato un contratto folle alla fine di un’intuizione da drogato di Viagra non interessa perchè ha altro da fare.
    A Galliani non interessa perchè non l’ha voluto lui e quindi deciderà Silvio.
    Mi sembra una gabbia di matti convinti tutti di essere sani di mente, ognuno pensa che i matti sono gli altri due e soprattutto tutti e tre pensano che i matti sono gli altri fuori soprattutto i tifosi non evoluti.
    Aprite gli ombrelli se non avete i paracadute perchè il precipizio è profondo. Ed il botto sarà sonoro.

    Bye

  18. Tecnico sopraffino, uomo tutto d’un pezzo ma educato e intelligente. Di quell’intelligenza che nasce dall’essersi fatto tutto da solo. Sicuro di se stesso ma rispettoso, ed allo stesso tempo argutissimo ed ironico. Famosissime ormai le sue frasi. Mai un commento urlato, mai un atteggiamento fuori posto. Uno degli ultimi signori di questo sport che ammette solo urlatori e presuntuosi, e di ignoranti spocchiosi “che hanno testa solo per portare cappello” e nulla più.
    Se ne è andato dimenticato. Come è tristemente ovvio che succeda in questo mondo di patinati ometti da strapazzo considerasti superuomini solo per l’apparenza ed il conto in banca.
    Mi mancherai moltissimo.
    R.I.P.

  19. Ennesima figura di palta internazionale.
    E ricomincia la solita sicumera dei benpensanti che pensano di avere la soluzione del problema.
    E magari hanno anche ragione.
    Ma rendiamoci conto che, come prima cosa, se non risolviamo il problema che ieri a Roma si è giocato solo perchè l’ha voluto “Gennarino ‘a Canaglia” , non andremo da nessuna parte.
    Il quale, come ovvio, se ne è strasbattuto i cosiddetti del provvedimento DASPO a suo carico (infatti era all’Olimpico, e probabilmente in tutte le x partite disputate dal Napoli successive al provvedimento di cui sopra). Dimostrazione ennesima che la tessera del tifoso e il DASPO non servono ad una beneamata mazza di niente. Solo a colpire il tifoso normale. Il quale, conseguentemente a tutte le difficoltà che questi provvedimenti fanno nascere, lascia perdere ed alla partita non ci va.
    Se basta ‘sto camorrista, o l’atalantino appollaiato sopra un palo come un avvoltoio prima di un famoso Atalanta- Milan, o due bulli romani che hanno fatto sospendere Lazio-Roma o altro ancora, per far giocare oppure no una partita, siamo messi veramente male. La cosa peggiore, nel caso di ieri, è che tutto si è svolto in collegamento internazionale e sotto gli occhi basiti del Presidente del Consiglio e del Presidente del Senato. Anche loro e le loro espressioni tipiche del “cosa facciamo adesso” in collegamento internazionale.
    Discutiamo su cosa fare dei curvaioli e degli ultras, prima di preoccuparci del ranking.

    Bye

  20. dice: “lo sfottò tra i tifosi è il bello del calcio”. non cristiano ronaldo, marco van basten, alfredo di stefano. no, lo sfottò.
    dice: “purchè sia fatto con ironia”. cioè senza offendere. ma chi lo stabilisce il confine tra lo sfottò e l’oltraggio? da quello che ho visto sabato sera, a decidere se la misura è colma, se il vaso è pieno, se è l’ultima goccia, se si gioca o no non sono nè il buon gusto nè il prefetto. sono gli ultras. anzi i loro capi. sia chiaro, io non ho nulla contro gli ultras, pur non condividendo nulla di ciò che fanno e dicono nè tantomeno i modi. ce l’ho con chi permette, lascia passare. con chi tollera.

    abbiamo tollerato lo sfottò ed è arrivato l’insulto.
    abbiamo tollerato l’insulto ed è arrivata la minaccia.
    abbiamo tollerato la minaccia ed è arrivato lo schiaffo.
    abbiamo tollerato lo schiaffo ed è arrivato il pugno.
    abbiamo tollerato il pugno ed è arrivato il bastone.
    abbiamo tollerato il bastone ed è arrivata la spranga.
    abbiamo tollerato la spranga ed è arrivato il coltello.
    abbiamo tollerato il coltello ed è arrivata la pistola.

    abbiamo tollerato lo sfottò ed è arrivata la pistola. la soluzione al problema, secondo me, non esiste. occorrerebbe una repressione massiccia ed una contemporanea ri-educazione sportiva fatta come si deve, e ho forti dubbi che sia il caso (per la repressione) e che ci si riesca (per la ri-educazione).
    un dubbio però è ancora più forte: secondo voi cosa c’è dopo la pistola?

  21. @ francesco

    Mamma mia! Argomento complesso, e risposte ancora più complicate.
    Non so cosa ci potrà essere dopo la pistola.
    Einstein una volta disse che non sapeva con che armi si sarebbe combattuta la terza guerra mondiale, ma che sapeva con certezza con quali armi si sarebbe combattuta la quarta.
    Con le clave.
    Per cui, non so immaginarmi cosa ci potrà essere dopo la pistola. Magari niente. Magari l’esecuzione sul campo di gioco del centravanti che sbaglia un rigore. O l’esilio fuori dall’Italia se retrocedi. Non lo so.
    Però abbiamo due grossi problemi. Una repressione che non c’è e che non c’è mai stata, e una seconda rieducazione impossibile da fare perché non abbiamo mai avuto la prima.
    Ho paura che dovremo passare sotto le forche caudine di una lunga squalifica internazionale impostaci dall’UEFA (con conseguente catastrofe finanziaria ed economica dei club) perché la politica (!) promulghi le leggi e le sanzioni necessarie per risolvere il problema. Come hanno fatto gli inglesi dopo i fatti dell’Heysel nel 1985. Purtroppo sono passati trent’anni, sono cambiate molte cose se non tutte le cose, e nessuno (non solo noi) si può permettere di squalificare nessuno, con gli interessi miliardari in gioco. Tantomeno per anni.
    Basti pensare solo a come il fair-play finanziario stia partendo con enormi difficoltà e soprattutto ingiustizie.
    La deriva è cominciata nel 1979 con la morte di Paparelli. Avremmo dovuto cominciare da lì. Vietare l’ingresso a razzi e fumogeni. Sono rimasti i razzi e fumogeni e si sono aggiunte le bombe carta. Poi i bastoni… le spranghe… i coltelli… le scuri… le pistole. Cosa manca? Le bombe vere e proprie o forse un AK47 cubano sotto il giaccone. O un missile sparato dalla curva. Non so cosa si possa fare, ma so che quanto fatto finora è un palliativo. Il signor Genny ‘a carogna (pensa te di che tipo di individuo stiamo parlando…..) era già stato colpito da Daspo. Sanzione con la quale si è sciacquato non ti dico cosa, visto che era presente alla partita appollaiato sulla recinzione. Cosa abbiamo fatto? Gli abbiamo dato un altro Daspo.
    Ma cosa gliela dai a fare, se già se ne è sbattuto della prima?
    Adesso sta quasi passando per un eroe, visto che ha soccorso il tifoso colpito dal colpo di pistola. Un vero samaritano, un volontario da ospedale nel Congo. Un missionario.
    Il problema è che in questo paese la repressione non esiste, scottati come siamo dal ventennio fascista, pensiamo di sentirci democratici diventando ipergarantisti ed accettando tutto tentando di recuperare sempre socialmente il fedifrago. Ma lo avete visto Genny? Ma cosa pensi di recuperare, con uno così?
    Il Daspo e la tessera del tifoso non servono a niente. Come ho già detto in precedenza, servono solo a complicare la vita al tifoso normale, che dopo un po’, stufo e infastidito dalle difficoltà, allo stadio non ci va più.
    Tanto, gli ultras portano sempre dentro di tutto, per cui anche i controlli, i biglietti nominali, e i tornelli non servono a un tubo. La verità è che siamo diventati peggio del più becero stadio sudamericano, e che non vedo, io personalmente, nessuno sbocco al problema se non svuotando lo stadio dalla teppaglia.
    In quanto all’educazione, invito tutti a vedere il calcio inglese, a rivedersi quello che è successo sul campo dopo Crystal Palace-Liverpool. In qualsiasi altro nostro stadio, i calciatori del Liverpool avrebbero cominciato a menare, furibondi perché il Crystal Palace non li faceva vincere.
    Chissà poi perché dovrebbero farti vincere.
    Ve lo ricordate Materazzi a Roma nel 2002? Stava piangendo mentre, disperato, diceva ai laziali, testuale:
    “vi ho fatto vincere uno scudetto”.
    VI HO FATTO VINCERE UNO SCUDETTO?
    Se già un calciatore professionista la pensa così, che tipo di educazione vuoi insegnare? Del dare e dell’avere? La prossima volta? Dare e avere con moneta? e la prossima ancora? Dare e avere con minacce e pistola?
    Domenica a Londra, la prima cosa che i giocatori del Palace hanno fatto alla fine, è stata quella di consolare i loro avversari, comprendendone il dramma. Da noi si sarebbe passati al dito medio alzato ed alla presa per il culo in campo con insulto accessorio. I tifosi inglesi retrocedono sì piangendo ma cantando i cori della squadra e alzando le sciarpe. Da noi ci sono i fatti di Salernitana-Nocerina che passano oltretutto anche in mondovisione. Da noi ci si stupisce se il Siena già retrocesso battaglia contro di noi del Milan all’ultima giornata.
    Da noi ci si aspetta che domenica l’Atalanta metta il tappeto rosso e ci faccia segnare quattro gol nel primo quarto d’ora.
    Se abbiamo questa forma mentale, cosa vuoi rieducare, se ancora non sei stato mai educato?

    Bye

  22. @albo. Un’analisi di un pressapochismo imbarazzante. Hai dimostrato una conoscenza dell’argomento che rasenta lo zero, limitandoti a ripetere la lezioncina imparata in tv. In certi casi si dovrebbe avere la decenza di tacere.

  23. l’educazione è una questione complicata, specie se si ha la presunzione di educare un intero popolo. i provvedimenti che annunciano “da adesso in poi tolleranza zero” sono grotteschi, mai una volta che vengano poi realmente applicati. il nostro stato, come ha appena mostrato nella gestione della vicenda napoli-fiorentina, è fortissimo coi deboli e imbelle coi forti. sono sufficienti mille ultras per mandare in tilt l’intero carrozzone. è stata una scelta consapevole e credo anche condivisibile. per evitare guai peggiori. immaginate se il capo ultrà fosse stato da solo. via in una camionetta e daspo a vita. ma sono in tanti. decisi, spavaldi, perfino cattivi.

    non c’è difesa, quando l’individuo non si piega al bene comune. si potrebbe provare con una lunga moratoria: dal 2020 ogni atto sarà punito nel seguente modo, dando esempi pratici e preparando le persone alle nuove norme (un po’ come il fair play finanziario e per le cinture di sicurezza). poi però, arrivato il 2020 le norme andrebbero applicate davvero, e l’asino cascherebbe, miserello.

    perciò? perciò niente. siamo in balia. chi ha il potere (le curve) non lo molla. mica sono scemi. le società sono in qualche modo ostaggio, quelli delle curve fanno quello che ritengono, le forze dell’ordine devono adeguarsi, la politica beh…. lasciamo stare. e con chi te la prendi? i dirigenti delle società temono per la loro incolumità (li capisco), le forze dell’ordine dicono “ma chi me la fa fare?” (capisco anche loro), gli ultras dicono che in fondo loro sono solo tifosi (e per molti di loro penso sia vero), i politici badano al consenso elettorale e si barcamenano su tutto, non solo sul problema specifico.

    il solito mirabile ributtante equilibrio ital-gattopardesco. ognuno ha la sua parte di lamentela, tanto per ricordare a tutti che esiste, specie se c’è una telecamera nei paraggi. nessuno muove troppo le dita per evitare di tagliarsele da solo. quando succede qualche macello c’è maretta per un po’, poi tutti tornano a durar fatica (!) in attesa della prossima tornata (mediatica, politica, calcistica, fate voi) quando finalmente il carrozzone ricomincia. così magari ci scappa il selfie col morto. bella nazione che siamo diventati, se mai lo siamo stati.

    last but not least, oggi c’è la penultima. mi auguro che l’atalanta stenda i tappeti. poche storie, in europa league ci voglio andare, è l’unico modo per motivare il fatto di avere una rosa di 40 giocatori. infine, seedorf. mandarlo via è una gigantesca cazzata per tre ragioni: ottiene risultati, è l’unico in italia che può diventare un grande manager e mancano le alternative. un caro saluto al capitano zanetti che ha lasciato il campo ed è stato costretto a quaranta primavere suonate a vedere il suo ultimo derby dalla panchina. ci voleva mazzarri per dimostrare che perfino l’inter è capace di perdere un derby senza combattere. roba mai vista.

  24. dimenticavo la notizia più importante: pare rifacciano il filadelfia. finalmente. dov’era, su quel logo che per i tifosi del toro ha qualcosa di magico. la vicenda è balzata agli onori per il dito medio di fassino (aspetto marginale, gossipparo e di pessimo gusto: fotografia d’italia) ma tant’è. e allora il vincolo? e i parcheggi? forse qualcuno si è svegliato. io il progetto del filadelfia l’ho mandato a tuttosport nel 1998 senza ovviamente ricevere alcuna risposta. ora ho qualche speranza per l’arena. buona domenica.

  25. @ francesco

    Splendida disanima, come al solito. Ti leggo sempre volentieri.
    Sembra quasi l’arringa di un avvocato. In questo caso di un Pubblico Ministero perché il tema e l’impianto è accusatorio.
    Non siamo diventati una brutta nazione per il semplice motivo che una nazione, noi, non lo siamo mai stati.
    Molta gente, ahinoi, accomuna i concetti di Stato e di Nazione sotto il medesimo significato.
    Non sto qui a enucleare la differenza abissale tra i due concetti perché ti offenderei. Ma la conosciamo tutti e due, suppongo. Mi rattrista solo che la maggior parte delle persone non comprenda la differenza.
    Non so da cosa sia dipesa, storicamente, questa impossibilità a sentirsi Nazione. Forse l’innato ed estremo individualismo, mischiato con un po’ di menefreghismo e di furbizia da sopravvivenza, la convinzione di essere sempre in grado di fottere qualcuno e di evitare coinvolgimenti nel proprio territorio ma chissenefrega se lo stesso capita al vicino.
    Il teorema del NIMBY portato all’estremo.
    E la questione della Val di Susa ne è un triste, grottesco ed inaccettabile esempio. Gli interessi di una “nazione” (per modo di dire…) tenuti in scacco da una banda di montanari spalleggiati da casinisti figli di papà che giocano ai rivoluzionari.
    Forse è per quello che i nostri migliori momenti, dopo l’Impero Romano, sono stati i periodi dei Comuni e delle Signorie. Ma tant’è…..
    Non lo risolveremo mai, il problema degli ultras. Specchio impietoso di uno Stato e di una società alla deriva, destinati a precipitare verso il fondo, sempre che si riesca a scorgerlo, il fondo.
    Siamo uno stato fallito, questa è la verità. Fallito soprattutto nella sua incapacità di riconoscere se stesso. L’ipergarantismo in tutti gli strati della società e nelle leggi è lo specchio fedele della incapacità di imporsi e di imporre norme e leggi. Non abbiamo ancora assimilato, malgrado ce ne riempiamo la bocca quotidianamente, il concetto di democrazia.
    La ricostruzione del Filadelfia è una delle poche iniziative lodevoli. Così anche il Torino, probabilmente nel 2048 (forse ed alla fine del solito, lungo ed estenuante iter burocratico) riavrà il suo stadio. Non so le infrastrutture, i parchegghi, la viabilità e quant’altro. Forse lo si potrebbe costruire fuori esattamente sulla falsariga della struttura originale, ovviamente migliorata per renderla conforme alle direttive attuali. Ma mi sembra un’ottima idea. Chissà quando toccherà all’Arena, appunto. E magari agli stadi di Milan e Inter. E agli stadi di tutte le altre.
    Anch’io vorrei l’Europa League. Questa società di m…a non lo merita ma noi tifosi non-evoluti sì.
    Ma vorrei che l’Atalanta battagliasse. Odio le pastette che il calcio italiano propone alla fine, e che proprio il Milan era uso adottare (Milan- Reggiana… Milan-Brescia… Milan-Cagliari… Reggina-Milan… solo per citarne alcune.

    N.B.: tu che sei un uomo di profonda cultura e conosci tutto….. ma all’estero….. così per sapere….. ma il concetto di ITER BUROCRATICO….. lo conoscono e/o esiste….. per caso?
    O è solo nostrano?

    Bye

  26. ATALANTA-MILAN 2-1.

    Che dire? Per la verità, non saprei da dove cominciare.
    Potrei cominciare paragonando questa partita a quella dell’anno scorso a Siena. Non nel risultato, ovviamente, perché l’anno scorso rimontammo mentre invece quest’anno siamo stati rimontati. Ma qualcosa di simile c’è. Ed è l’incredibile doppia situazione di andare SPAVENTOSAMENTE in difficoltà con squadre dal campionato concluso. Il Siena l’anno scorso già retrocesso ci mise in scacco fino all’80° minuto. Con l’Atalanta abbiamo fatto peggio. Ci siamo fatti rimontare in una partita che dovevamo vincere, che era tutt’altro che certo che vincessimo ma che alla fine stavamo di riffa o di raffa vincendo. Più arraffando che altro dato che l’Atalanta stava dominando, ma che stavamo comunque vincendo.
    Noi ci siamo fatti rimontare.
    Grazie ad un rigore un poco dubbio, ma che in un modo o nell’altro per i non rossoneri rappresenta una sorta di nemesi milanista nell’ottica di Siena dell’anno scorso, e al solito tiro dell’Ave Maria che raramente riesce ma a volte sì.
    Spero che adesso gli antimilanisti in servizio permanente effettivo si sentano soddisfatti e ci lascino in po’ in pace nel nostro limaccioso stagno pieno di palta.
    La costante preoccupante ed inaccettabile è l’essere andati in difficoltà per due volte di fila. Non che Siena ed Atalanta dovessero mettere la passatoia rossa con tanto di lacchè. Non lo volevo nemmeno e non lo voglio mai. E mai l’ho voluto. Ma perché spettava a noi risolvere le partite con sufficiente anticipo, e non lo abbiamo fatto. Eravamo noi a voler andare in Champions l’anno scorso ed in Europa League quest’anno. Non loro ad avere obiettivi vitali.
    Ma tutto ciò, quello che per un pelo non è avvenuto l’anno scorso, e quello che invece è avvenuto a Bergamo, sono frutto della devastante delegittimazione che quel buffone incapace di Silvio Berlusconi ha perpetrato scientemente e volontariamente per due volte di fila prima nei confronti di Allegri e poi di Seedorf, causando terremoti devastanti nello spogliatoio ben al di là delle effettive carenze dei due tecnici.
    La frase sul vecchietto con l’Alzheimer che più dell’olandese sarebbe in grado di gestire lo spogliatoio, è di una violenza cafonesca che sfiora la denuncia. E nopn riesco a capire come i giornalisti non abbiamo avuto ribrezzo. Non ho nessun timore nel dire che questo individuo fra poco dovrebbe stare anche un po’ attentino, perché non passerà molto tempo che laggiù alla Sacra Famiglia si scambino i ruoli, e che finisca lui con la bava alla bocca e con la padella in mano mentre spantofola nei corridoi.
    Capace o incapace, presuntuoso o modesto, duttile o pragmatico che sia, bravo o no, il Sig. Clarence Seedorf da Paramaribo merita rispetto.
    Ma ho paura che il suo ingresso nel vasto club degli indesiderati dallo psico-pirla sia cominciato quando ha fatto presente a Sua Emittenza che si poteva fare quello che si voleva, ma la rosa andava profondamente cambiata, per il futuro. Discorso che quasi sicuramente sia Allegri sia Leonardo gli avevano fatto prima di lui.
    Allegri è voluto rimanere probabilmente pensando e dicendosi “a questo signore (per modo di dire) non perdono niente e non gli concedo un cazzo. Io resto. Se vuole mi manda via lui, ma mi paga fino all’ultimo soldo”. Giustamente. L’avrei fatto anch’io, per la miseria.
    Leonardo se ne è andato sbattendo la porta, facendogli capire (e facendo capire a tutti) con quella famosa frase tratta da una canzone di Renato Zero quanto il Cavaliere o presunto tale poco o un cazzo capisse del gioco del calcio, dei delicati meccanismi da mettere in atto nelle teste dei protagonisti, e delle sottile alchimie che si sviluppano nello spogliatoio prima delle partite. Chi ha giocato sa quel che sto scrivendo. A chi non ha giocato, purtroppo non glielo posso spiegare. Non lo capirebbe. Come Berlusconi, del resto. Non è un’accusa, e nemmeno presunzione. E’ solo la mancanza di un’esperienza diretta assolutamente irripetibile e irrintracciabile in altri contesti. E non spiegabile.
    Lo dico, per esempio, a chi ha vissuto questi giorni di atleta….
    Vi ricordate cosa si sentiva nell’anima, mentre si usciva dallo spogliatoio, e camminando udivamo il rumore secco e ritmato dei tacchetti sulle piastrelle o sul cemento? Ho ragione? Lo si può spiegare?
    La partita di oggi è la degna conclusione di una stagione iniziata di m…a e giustamente finita di m…a, ma perché la proprietà è di m…a ed anche la dirigenza lavora di m…a ed è di m…a.
    Semplice. Semplice, chiaro e cristallino, direi.
    Finalmente questa stagione allucinante sta finendo. Ciò che mi angoscia, amici miei cari, è la certezza che purtroppo inizierà la stagione 2014-15, a fine agosto o giù di lì. Con il solito carico di partite assurde ed ancora più assurde di quelle di quest’anno. Senza movimenti nella rosa se non a uscire, senza prospettive, senza futuro. Senza nulla. Un lungo oblio lungo nove mesi e 38 partite che spero finirà dove perlomeno è finito il campionato del Cagliari quest’anno. O di Atalanta e Lazio se saremo bravissimi. Altro, al momento, alle ore 19,55 dell’11/05/2014 non riesco a prefigurarmi.
    Alla prossima. Spero avremo altri argomenti da scrivere. Magari con coloro, amatissimi, che mancano da mesi.

    Bye

  27. @ albo.
    andiamo con ordine. comincerei da ieri. ho visto la partita, e ho avuto la netta sensazione che perdere fosse l’obiettivo vero del milan, o almeno non vincere. che ci fosse nella truppa la volontà (conscia o inconscia) di non rovinarsi le vacanze. lo stesso seedorf in fondo al cuore può aver pensato “perchè mandare in europa una società che mi licenzia?”. quando ho visto muntari passare la palla a balotelli in netto, volontario fuorigioco (è scattato mezz’ora prima) ho pensato “l’ha fatto apposta”. ma bellini gli ha scombinato il piano. forse esagero, ma tutta la condotta di gara non mi è sembrata quella di una squadra che vuole la vittoria, che la cerca con tutto il cuore. sembrava un misto di svogliatezza e di velleitarismo (tiri da lontano senza capo nè coda, palo di balotelli a parte, nemmeno un’azione degna di questo nome). insomma, la partita è stata affrontata sapendo che si poteva vincere, pareggiare, perdere. non con la convinzione di doverla vincere. anche questa cosa, come il rumore dei tacchetti, non si può spiegare.

    sulla nazione hai detto tutto, e secondo me ti sei dato pure la risposta giusta: siamo un insieme di liberi comuni, ognuno col suo campanile (il backyard de noantri) e con la sua particolarità. so che esiste un po’ dovunque, almeno in europa (i lubecchesi – quelli di lubecca – si sentono parte della lega anseatica più che della germania; hanno le targhe con la doppia lettera anche se sono grandi città, lubecca brema amburgo e rostock, perchè davanti hanno voluto la “H” di “Hansa”, e dicono che i monachesi – quelli di monaco – non lavorano perchè lì fa troppo caldo), ma non so molto di più. forse i francesi sono nazione, gli inglesi direi certamente. quello che secondo me fa la differenza è che molti popoli, a differenza del nostro, almeno in particolari condizioni si comportano da nazioni, che lo siano o no. noi, mondiali vinti a parte, mai.

    il bello della ricostruzione del filadelfia è che lo fanno esattamente dov’era, in barba vivaddio ai vincoli e a tutte le castronate su parcheggi e viabilità. il filadelfia lì era e lì deve restare. il torino è fortemente territoriale ed essendo il fila in centro i tifosi granata ci andranno a piedi, come quelli del west ham e dell’espanyol. evviva evviva. e perchè parli dell’arena E degli stadi di inter e milan? per me l’arena E’ lo stadio del milan e dell’inter, o almeno di una delle due. spero non si debba aspettare che crolli o che sia demolita, ci sono tutti i presupposti per un restauro che la renda adatta all’uso come serve oggi, conservando tutto quello che c’è da conservare (le mura esterne, i portali e le tribune) e modificando quello che va modificato. io ho offerto personalmente al milan di fare uno studio di fattibilità sull’arena qualche anno fa. mi hanno risposto che non interessava. forse nel tempo, quando magari a proporre questa follia sarà una voce un filino più autorevole della mia (ci vuol poco, senza falsa modestia), ci si penserà. forse il mitico fabio novembre potrebbe farci un pensierino, visto che dato il suo standing, indubbiamente da paura, in via aldo rossi lo ascoltano.

    questione seedorf. merita rispetto di sicuro. ora non può nemmeno più dire che ha ottenuto risultati: la sua gestione (a meno di miracoli) rispetto ad allegri ci ha fatto scavalcare solo lazio e verona. avessi detto… io lo avrei confermato, ma non sono io che decido. ora che venga montella, donadoni, spalletti, inzaghi o prandelli non mi interessa, sono tutti bravissimi. spero solo che la scelta sia consapevole, condivisa e soprattutto sostenuta a tutti i livelli societari. se si prende un allenatore e lo si delegittima come avvenuto con allegri prima e seedorf dopo si fa solo il male del milan. la squadra lo percepisce e ti saluto rosetta. per quanto riguarda la frase di berlusconi, sono quasi certo che si riferisse a coloro che si occupano dei malati e degli anziani. chiunque abbia visto all’opera queste persone sa che svolgono un lavoro massacrante e difficilissimo in condizioni improbabili, con stipendi da fame e turni impossibili. e lo fanno con una passione ed una capacità commoventi. credo fosse riferita a loro la lode sul farsi amare e gestire uno spogliatoio. sono eccezionali, davvero. su allegri sono d’accordo, aveva un contratto e lo ha rispettato. su leonardo un po’ meno, già quella sera a san siro quando tutti erano in piedi ad applaudire sono rimasto seduto. è stato quanto meno inopportuno e certamente inelegante. allegri ha subito di peggio ed è rimasto in silenzio.

    termino con l’iter buracratico. c’è dappertutto, ma all’estero è un po’ più semplice. se si parla di stadi, ad esempio, all’estero non hanno il coni (ossia ce l’hanno ma fa un altro mestiere), il che non è cosa da poco. e le norme edilizie ed urbanistiche sono più favorevoli in quanto meno stringenti. in più non esistono tutti i vincoli che abbiamo noi, lo sport è considerato un business anche e soprattutto da chi decide, non esistono le compensazioni (quelle cose che fanno costare le opere pubbliche dieci volte di più in italia rispetto ad esempio alla francia) e l’iniziativa privata di vantaggio pubblico è incoraggiata, guidata, sostenuta. il discorso sarebbe lunghissimo e noioso. se riusciremo una volta ad organizzare una birra lo affrontiamo per bene. magari anche con quelli che non scrivono (quasi) più. sarebbe bello.

    delle questioni sugli antimilanisti che dicevano che il palazzo ci voleva in europa nemmeno mi occupo. erano talmente stupide già l’anno scorso che non si riusciva a rispondere, perchè la sordità volontaria degli interlocutori era drammatica. diceva bene oscar wilde: “non parlare con un cretino, ti trascina sul suo terreno e ti massacra con l’esperienza”. vangelo.

  28. @ francesco
    mi permetto di rispondere (anche perché siamo rimasti solo noi due, per ora…)
    Intervento esauriente, come al solito. Ma su alcuni punti non sono d’accordo.
    Evito di creare un contenzioso ed una discussione sulla questione degli impianti sportivi per l’ovvio motivo che non sono un competente in materia. Essendolo tu, parto dal presupposto logico che ne sai più di me. Si potrebbe discutere sull’opportunità di costruire lo stadio in ambiti cittadini. Conosco bene la “dislocazione cittadina” dei tifosi del Torino. Ma in Italia non abbiamo la rete di trasporti pubblici che, per esempio, ha Londra. O Madrid, visto che lo stadio del Real è servito da due fermate di metropolitana e quattro da linee di superficie, mi dicono. Poi, si può anche andare allo stadio a piedi. Da ragazzo partivo da Bande Nere (chi è di Milano sa dov’è) e andavo a San Siro a piedi. Non mi sembrava lunghissima ed ero pure giovane. Forse dico delle minchiate, non lo so.
    Poi? Che altro? Ah, già, la questione partita. Non sono d’accordo. Non mi sembravano che tirassero a non vincere. Non lo voglio credere. Perché altrimenti la partita non sarebbe stata così simile a Siena-Milan dell’anno passato come ho scritto. Dopotutto, abbiamo subito un rigore molto dubbio e perso con un tiro fatto ad occhi chiusi per perdere tempo e che invece si è infilato all’incrocio. Anche perché, oltretutto, ho visto lo stesso Milan di altre venticinque-trenta partite di quest’anno, oltretutto la descrizione che hai dato alla nostra partita calza e ricalca a pennello lo spettacolo offerto domenicalmente da questi poveri mestieranti. Molle, abulico, svogliato, inconcludente, irritante. E soprattutto, scarso. Come tutti i nostri giocatori. Constant, per esempio, che sia rigore o no, ha fatto la stessa bischerata commessa contro il Barcellona nella partita che perdemmo 4-0. Quando fecero il filtrante per Villa e lui cercò di entrare in scivolata mancando la palla clamorosamente. In quelle situazioni di gioco, allora come ieri, devi anticipare sicuro di prendere la palla. Altrimenti, o liberi l’attaccante causando una pericolosissima superiorità numerica avversaria in area (e infatti Villa ha avuto anche il tempo di prendere comodamente la mira) oppure ti fai buggerare dall’avversario che non aspetta altro che un minimo contatto in area di rigore.
    Siamo pieni di giocatori scarsi, questa è la verità. E conseguentemente sviluppiamo partite scarse. Semmai ho l’impressione che sia la Società, ad essere contenta. Visto che adesso ha l’alibi di non cambiare nemmeno il cane da guardia di Milanello, quindi figuriamoci qualche giocatore. O i 3/4 della rosa come pare abbia chiesto Seedorf. Usando i soliti e ritriti discorsi che conosciamo già.
    In quanto alla frase di Berlusconi, io personalmente dubito che si presti all’interpretazione che ne hai dato tu. Conosco la Sacra Famiglia. So chi curano e soprattutto come li curano. Se voleva elogiare il lavoro dei dipendenti della struttura, non aveva bisogno di paragonarla al lavoro di Seedorf. Ha approfittato della situazione per speronare per l’ennesima volta un allenatore del Milan, utilizzando l’etica e il lavoro di persone che francamente non vogliono essere presi a paragone per giudicare il lavoro di uno stramilionario. E, del resto, la frase mi sembra tristemente chiara: “TANTI QUI A CESANO (BOSCONE) POTREBBERO GESTIRE LO SPOGLIATOIO DEL MILAN” (meglio di chi c’è ora, aggiungo io?).
    E’ a mio parere un attacco diretto al tecnico, e dato che è il senescente vecchietto un po’ fuori di melone che conosciamo, ritengo la frase grossolana, offensiva e grottesca. E bene ha fatto Seedorf a defilarsi facendo finta di non capire, anche se l’ha capita benissimo e sospetto anche dandole il senso squallido che ne ho dato io.
    Del resto, sarebbe un’uscita sulla stessa linea del sarto incapace che non sa ottenere un vestito da un’ottima stoffa rivolto a Zaccheroni, al Tabarez proveniente dal Festival di Sanremo, ad Allegri senza intelligenza e che “el no capisse un casso”, per finire a Seedorf. Tutto, probabilmente, anche per mascherare l’opera di demolizione che sta perpetrando da anni, svicolando l’attenzione sulle presunte incapacità dei tecnici. Tabarez ha ereditato una squadra sfinita, letteralmente sbriciolata da un ciclo ad alta tensione partito da Sacchi, finito con Capello e durato nove anni. Molti. Zaccheroni ha avuto il merito di ricostruire qualcosa da queste macerie. Non molto, ma quanto basta per vincere uno scudo. E Allegri? Niente di trascendentale, ma appena ha avuto gente decente ha vinto il titolo. Per poi perderlo un po’ per colpa sua ma molto per colpa di altri. Gli hanno distrutto la rosa ed è arrivato terzo.
    Con Ancelotti e con quello che aveva vinto e fatto non poteva azzardarsi di dire niente. E allora si è inventato un contratto ad obiettivi, il deficiente.
    Così Ancelotti ha vinto un titolo con il Chelesa, uno con il PSG, e a portato in finale il Real dopo 12 anni sbriciolando il mitico Guardiola e il suo Bayern.
    Sta dietro a Seedorf da un anno e mezzo, non da due mesi. E’ dall’estate del 2012 che gli fa il filo. E ora che dopo 18 mesi l’ha finalmente convinto ad allenare il Milan abbandonando il Brasile dove oltretutto stava da dio, passate poche settimane lo scarica. Dev’essere successo qualcosa di ben più grave e che non conosciamo. Chissà se lo si saprà mai.

    Iter burocratico. L’iter burocratico in Italia è una scusa per giustificare mazzette, consociativismi, corruttele, raccomandazioni e lazzaronismi dilaganti. Aprire un’attività in Germania comporta un “dispendio” di tempo quantificabile in 10-15 giorni. Questo, per loro, è l’iter burocratico. Diventa devastante come un cancro quaggiù da noi, dove, per la stessa cosa, ci vogliono due anni quando va bene. O quando addirittura il richiedente lascia perdere, dopo tre anni di tentativi per aprire una pizzeria take-away, come è successo ad un mio amico. Senza che gli venissero rimborsati bolli e tasse, ovviamente.

    Quanto alla birra, magari!
    Ma mi sa che, se io sono a Milano e tu a Catania, per esempio, diventa dura. Ed anche le altre due colonne, non sono proprio vicinissime. Igor proviene dal Veneto, e Fratelgiorgio non so.
    E anche tutti gli altri che a spot scrivono su questo blog ogni tanto, non so da dove provengano.

    In quanto alla frase di Wilde che hai citato, è curiosamente simile a quella di Bloch.:
    “Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza”. Errore che ho fatto io, discutendo con dei microcefali per giorni sui presunti favoritismi arbitrali dello scorso campionato.

    Bye

  29. ciao albo,
    tranquillo, sono a milano, per cui la birra si può fare qualsiasi giorno. penso che anche giorgio sia di queste parti.
    di nuovo, con ordine.

    mi occupo di impianti sportivi ma solo a livello accademico, avendo due master post laurea su impianti e marketing sportivo. le mie osservazioni sono di natura puramente pratica, ed erano tali anche prima delle esperienze di studio. si basano più sulla militanza a san siro e nelle trasferte italiane (poche) ed europee (pochissime). ed è proprio perchè ho visto gli stadi all’estero che faccio il tifo per l’arena. ci sono 2 linee di metro, la stazione cadorna ed un numero imprecisato di linee di superficie. in più l’arena è già uno stadio, la posizione è stupenda e per adeguarlo serve una dose massiccia di volontà più che di soldi. come ti ho detto, credo che prima o poi qualcuno ci penserà. spero che non debba crollare, perchè ad entrarci dentro (ci sono stato settimana scorsa) la sensazione di degrado è avvilente.

    sulla partita probabilmente mi sono espresso male. credo siamo d’accordo, intendevo dire che per un motivo o per l’altro sia mancata la forza di vincerla. tu dici che è per le mancanze tecniche, io penso sia carenza di stimolo. insomma, rigore o non rigore, tiro della domenica o no la partita è stata fatta male. apposta o meno, inconsciamente o consciamente, francamente non saprei. quanto al fatto che la società sia contenta non lo so. certo il mancato ingresso in europa è un danno, ma così si può dare la colpa a seedorf e si salva la tournée americana. penso che nessuno ci farà una malattia, e che avessimo vinto nessuno ci avrebbe fatto una malattia. insomma, la questione era ininfluente, come a ben guardare tutta la stagione.

    anche sulla frase di berlusconi sono d’accordo. era un attacco a seedorf. intendevo dire che credo che le persone bravissime che potrebbero gestire lo spogliatoio fossero gli addetti alla rsa, e non, come qualche giornalista ha ventilato, i malati che lì sono ricoverati. tutto qui. per il resto, sono d’accordo con te. resto però fermamente convinto che il proprietario di una squadra possa dire e fare ciò che gli pare finchè ci mette i denari. i modi si possono discutere finchè vuoi, ma la storia dice che tutti gli allenatori a milanello hanno fatto di testa loro, hanno subito critiche giuste e ingiuste, sono stati lautamente retribuiti e hanno avuto l’occasione di allenare una delle squadre più importanti al mondo. il ruolo della vittima non si addice a nessuno di loro, non foss’altro per la stima che ho di tutti i nostri ex coach. considerarli dei tapini in balia del padrone sarebbe offensivo nei loro confronti. almeno credo.

    infine l’iter. più o meno tutti abbiamo avuto occasione di rivolgerci ad un ufficio pubblico. la mia esperienza personale mi ha portato ad avere confronti con persone serie (non troppe) e con gente al cui cospetto avevo la netta sensazione di una forte, immotivata, pregiudiziale ostilità. il motivo non lo so. non mi è mai capitato che qualcuno mi chiedesse mazzette, ma evidentemente (lo dicono le cronache) succede abbastanza spesso. credo dipenda dalle dimensioni economiche delle attività di cui ci si occupa. se si chiede di aprire una pizzeria è un conto, se si organizza l’expo un altro. ma non ne so abbastanza.

    per la birra, proponi pure. a presto.

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